“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
sabato 25 marzo 2017 - S. Ireneo vescovo e mart.
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Terremoto in Campania e Molise di magnitudo 4.9

La scossa alle 18.10. Epicentro a 10,5 chilometri di profondità. Decine di chiamate ai vigili del fuoco, chiesa inagibile e case popolari sgomberate a Faicchio. L’Ingv: la sequenza sismica durerà giorni


Terremoto in Campania e Molise di magnitudo 4.9 Tanta paura, gente in strada e qualche danno soprattutto ad alcune chiese del Casertano. Alle 18.08 la terra ha tremato tra le province di Caserta e Benevento, nella zona a ridosso del Matese, seminando il panico però anche in pieno centro a Napoli dove il terremoto si è avvertito distintamente essendo stato un evento superficiale, a 10,5 chilometri di profondità: in tanti, ai piani alti, hanno pensato con terrore al Vesuvio o a una riedizione del terribile sisma del novembre ’80 che colpì la Campania e la Basilicata.

Il sisma ha avuto una magnitudo di 4.9 ed è stato preceduto poco prima da un’altra scossa di magnitudo 2.7. I comuni più vicini all’epicentro sono stati Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico in provincia di Caserta e Cusano Mutri in quella di Benevento. Il Presidente del Consiglio Letta ha seguito l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione civile. Muri e lampadari hanno ’ballatò, mentre nel Vesuviano chi abita ai piani alti ha visto cadere l’albero di Natale a terra. Verifiche e sopralluoghi attivati subito dopo il sisma hanno consentito di accertare che i danni sono stati abbastanza limitati, in particolare concentrati in alcune chiese di Piedimonte Matese (dove si è registrata anche la caduta di alcuni cornicioni), Alife e San Gregorio Matese.

A Maddaloni, sempre nel Casertano, un uomo in preda al panico è saltato dal piano rialzato di un’abitazione provocandosi, per fortuna, ferite giudicate non gravi. E’ andata peggio ad un’anziana donna di Cassino: spaventata dal sisma, e’ scesa in strada, ma un automobile l’ha investita. La donna, una pensionata, e’ stata soccorsa e trasporta in ospedale. Ha riportato la frattura di alcune costole e un trauma cranico. E’ grave ma non in pericolo di vita.

Telefoni in tilt, per diverse ore, nel Beneventano e nel Napoletano con comunicazioni diventate impossibili. Numerosi fedeli sono usciti dalle chiese mentre era in corso la messa serale, sia nel Sannio che in Irpinia. È Faicchio, al momento, il comune della provincia di Benevento a far registrare i primi danni provocati dalla scossa di terremoto di oggi. Dopo un sopralluogo tecnico è stata dichiarata inagibile la Chiesa «Santa Maria del Carmelo» al cui interno è crollata parzialmente la volta. Sempre a Faicchio in via precauzionale sono state fatte allontanare dalle case popolari sei famiglie. «Da un primo accertamento - dice il sindaco Mario Borrelli - abbiamo riscontrato una lesione importante alle mura della palazzina delle case popolari».

Scene di panico anche nel Molise: i turisti presenti nella località sciistica di Campitello Matese si sono riversati sui piazzali degli alberghi. La scossa è stata talmente forte da essere avvertita anche a Roma, dove sono state diverse le segnalazioni al 113, e in Ciociaria. Nelle strade affollate dello shopping a Napoli il passaparola è stato immediato. Tra le persone scese in strada anche turisti spaventati che si trovavano in albergo per i giorni di Capodanno. Sono stati subito attivati dalla Protezione Civile della Campania i Centri di coordinamento soccorsi presso le Prefetture di Napoli, Caserta e Benevento mentre soprattutto nei centri più isolati delle zone colpite i carabinieri hanno dato sostegno alla popolazione, in particolare ai più anziani.

Nel Sannio, in diversi centri, si sono riviste scene che hanno richiamato alla memoria il dramma del 1980. Tra i più giovani, qualcuno che non aveva mai vissuto l’esperienza di una scossa ha chiesto ai più anziani: «Ma quella volta andò proprio così?». In strada, l’unica via di fuga dalle case e dalla paura è stata proprio la strada. In provincia di Napoli è rientrato un falso allarme legato alle lesioni di un vecchio stabile in via Nazionale delle Puglie a Casoria. Si temeva che fosse pericolante in seguito alla scossa di stasera ma si è accertato che erano preesistenti all’episodio di oggi.

E intanto i geologi campani rilanciano l’allarme. Lo fa Francesco Peduto, presidente regionale: «Occorre al più presto rendere operativi i piani di Protezione civile comunali e istituire il fascicolo di fabbricato». La paura resta. Nel Casertano e in alcune zone del Sannio c’è chi, per precauzione, si prepara a trascorrere la notte in auto.

«Abbiamo visto la morte in faccia». Forse queste parole fotografano meglio di altre lo stato d’animo degli abitanti di Piedimonte Matese (Caserta), uno dei comuni-epicentro del sisma magnitudo 4.9 che questa sera ha fatto tremare la terra in Campania. «Sembrava di essere tornati al 23 novembre 1980, per fortuna è durata poco, ma la paura è stata tanta». È questo il ritornello che di bocca in bocca ripetono gli abitanti. Testimoni raccontano scene di panico soprattutto all’uscita delle chiese dove erano in corso le funzioni vespertine: «Ci siamo buttati fuori tutti insieme, si è creata una calca per fortuna ordinata». Proprio la chiesa di Ave Gratia Plena, un edificio del ’600, sembra aver riportato qualche danno come il crollo di alcuni stucchi. Il tutto, però,in un contesto che, al momento, non sembra segnalare particolari criticità. Sono in corso verifiche in alcuni stabili di via Aldo Moro, zona popolare del centro, dove vengono segnalate alcune crepe nelle mura. I residenti hanno spontaneamente abbandonato lo stabile. Piazza Roma, il centro di Piedimonte Matese (Caserta) nella quale ha sede il palazzo del Municipio, è stata in serata transennata da un lato a causa del cedimento di un pezzo di cornicione dell’edificio comunale effetto della scossa di terremoto registratasi oggi. Nonostante siano trascorse più di cinque ore dal sisma, sono ancora tanti i cittadini del centro alle pendici del Matese che affollano la piazza.

La scossa è stata registrata dalla sala operativa dell’Ingv, che ha segnalato una magnitudo di 4.9. L’epicentro sarebbe in provincia di Caserta, tra Castello e Piedimonte Matese, un’area prossima al Sannio da un lato e alla provincia di Isernia dall’altro, a 10,5 chilometri di profondità. I comuni entro 10 chilometri dall’epicentro sono Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, in provincia di Caserta, e Cusano Mutri, in provincia di Benevento.

Campania Molte persone sono scese in strada a Napoli, in particolare quelle che si trovavano ai piani alti di abitazioni, in seguito al forte terremoto avvertito nel pomeriggio. Diversi anche i turisti spaventati che sono usciti dagli alberghi nei quali alloggiano in questi giorni di festività. Momenti di paura si sono registrati nell’Avellinese. Molti i fedeli che stavano partecipando alla messa del pomeriggio. Stessa situazione anche nel Beneventano dove al momento, comunque, non si registrano danni.

«Al momento non si registrano danni a persone o cose. Utilizziamo i cellulari solo per estrema necessità per qualche ora». Così su twitter il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Qualcuno ha pensato subito al Vesuvio, qualcun altro è subito tornato con la mente alla terribile scossa del terremoto ’80 che devastò l’Irpinia e la Basilicata. Così tanti napoletani sono scesi dalle loro case, in particolare dai piani alti, sia in città che a ridosso del vulcano, soprattutto a Torre del Greco. Moltissime le richieste di informazioni ai vigili del fuoco. In tilt il sito internet dell’Osservatorio Vesuviano ”stressato” dall’eccessivo numero di collegamenti.

Il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha convocato una riunione del Centro operativo comunale di Protezione civile, per fare il punto su eventuali conseguenze della scossa di terremoto che è stata avvertita anche nel capoluogo sannita. Non risultano al momento danni a persone o cose, solo grande paura tra la cittadinanza. Molte persone sono ancora in strada dopo essere uscite dalle abitazioni al momento della scossa.

La scossa di terremoto delle 18,08 è stata avvertita in tutta l’area flegrea, la zona nota per il fenomeno del bradisismo, cioè il movimento del suolo verificatosi nel corso degli ultimi anni anche con terremoti. A Pozzuoli i residenti del megaquartiere di Monterusciello si sono riversati in strada per la paura, come a Licola, ad Arco Felice e nella zona di via Campana, rione Artiaco. In maniera distinta è stata avvertita anche nella zona della Solfatara, nei pressi del vulcano. Anche qui scene di panico e gente in strada per qualche ora. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, subito dopo l’evento ha allertato due squadre della polizia municipale per controllare e verificare sul territorio eventuali situazioni di danno. Al momento non sono stati riscontrati danni a persone e cose. La scossa è stata avvertita in maniera distinta anche nei comuni di Monte di Procida e Quarto.

L’area tra le province di Caserta e Benevento dove si è verificato il terremoto di questo pomeriggio è notoriamente sismica. Lo sottolinea Marcello Martini, sismologo dell’Osservatorio Vesuviano e già direttore della struttura. «L’epicentro - spiega Martini - è quello dell’area a ridosso del Matese, a cinque-sei chilometri dai centri di San Potito Sannitico, San Gregorio Matese e Castello del Matese. Il terremoto è stato avvertito in maniera sensibile anche a Napoli essendosi verificato a un livello superficiale. All’evento sono poi seguite altre repliche di magnitudo inferiore». Nessuna ’sorpresà di fronte all’evento sismico perchè l’area interessata rientra in quelle catalogate come a rischio.

Molise Molta gente è scesa in strada a Campobasso e Isernia. Il sisma è stato avvertito nettamente ai confini con l’Abruzzo e in particolar modo a Bojano vicino ai Monti del Matese. Secondo una prima ricostruzione sarebbero state due le scosse proprio al confine con la Campania. La scorsa settimana in Molise si erano avvertite altre 5 scosse con epicentro nei comuni del sisma del 2002, quella più forte si era verificata nel primo pomeriggio del 20 dicembre con intesità di 3,8.

«Sto girando la città e al momento non si segnalano danni, solo tanta paura tra la gente». Il sindaco di Campobasso Luigi Di Bartolomeo subito dopo la forte scossa ha avviato una serie di verifiche con Protezione Civile e Vigili del fuoco e per ora esclude particolari problemi. «Stiamo facendo tutte le verifiche necessarie - spiega - e la situazione è sotto controllo. Èchiaro che c’è stata tanta paura tra la popolazione perchè la scossa è stata forte ed è stata avvertita nettamente ovunque».

Grande paura ma non sembrano esserci danni a Isernia. Il sisma è stato preceduto da un boato fortissimo, ed è durato circa 15 secondi in due riprese. I centralini di Prefettura e Vigili del Fuoco sono stati presi d’assalto solo per il panico, ma non ci sono state comunicazioni di pericoli o guasti alle case.

Momenti di panico a Campitello, la più importante località sciistica del Matese, dopo la forte scossa registrata sul massiccio appenninico a cavallo tra Molise e Campania. Centinaia di turisti si sono riversati nei piazzali e nei parcheggi della località: gli alberghi di Campitello Matese, località molisana più vicina all’epicentro, sono strapieni di villeggianti dalle regioni vicine.

Sono diverse le persone in Molise colpite da lievi malori. Alcune di loro hanno dovuto far ricorso alle cure mediche, ma non si registra alcun caso grave. «Si tratta solo episodi dovuti al forte spavento» spiegano dal 118.

Lazio Il terremoto è stato avvertito nitidamente anche ai piani bassi del sud Lazio, tra le province di Latina e Frosinone. A Cassino, in particolare, la gente è scesa in strada intasando le linee centralini di vigili del fuoco e polizia per chiedere informazioni su quanto accaduto. Al momento, non si segnalano danni nel Lazio.

La scossa è stata avvertita anche a Roma, soprattutto nella zona sud della città. La Questura di Roma «a seguito di diverse segnalazioni al 113, da parte di cittadini che riferivano di aver avvertito una lieve scossa di terremoto» ha contattato la Protezione Civile che ha confermato che si trattava proprio dell’evento sismico con epicentro tra le province di Caserta e Benevento.

Abruzzo «Ho sentito nitidamente il terremoto. La poltrona su cui ero seduta si è mossa ripetutamente ed anche le piante hanno iniziato a ballare. Sono rimasta in casa ma ho avuto paura». Così una anziana di Termoli, residente in via De Gasperi, ha avvertito nitidamente la seconda scossa sismica di 4.9 che ha avuto come ancora una volta come epicentro Piedimonte Matese ad una profondità di 10.5 chilometri. Qualche minuto dopo una terza scossa di 2.7 sempre nello stesso punto. Alle 18.44 una quarta scossa di 2.7 con epicentro a Castello del Matese, in provincia di Caserta. Quattro le scosse fino a questo momento che si sono susseguite una dietro l’altra. La scossa avvertata in Molise ed anche in Abruzzo è stata quella di 4.9. «L’abbiamo sentito chiaramente - ha dichiarato una famiglia residente in via Mario Milano a Termoli -. I mobili si sono mossi ed anche i lampadari. Le palline dell’albero di Natale tremavano. È stata forte. Abbiamo avuto paura». Il sisma è stato sentito anche a Vasto (Chieti).

Data pubblicazione: 30-12-2013

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