“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
giovedì 27 aprile 2017 - S. Ida vergine
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Caro San Francesco Ti supplico aiutami affinché la mia situazione lavorativa prenda una direzione diversa; invoco il Tuo Patrocinio affinché le forze del male non prevalgano sul male che dilaga nel mio posto di lavoro. Ti prego aiutami. silvana     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per la famiglia di nostra figlia.Aiutali a vivere con l’amore e la fede. Grazie per il tuo amore.     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per nostro figlio. Attraversa un periodo molto difficile. Da che non si allontani dalla fede e che possa guardare al futuro con più fiducia e serenità. Grazie per il tuo amore.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlio. Attraversa un momento molto difficile della sua vita e noi con lui. Ha tanto bisogno dell’amore di Dio e di non allontanarsi dalla fede. Ti prego di intercedere per lui. GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlia e la sua famiglia. Fai sì che lo Spirito Santo dimori nella loro casa e che la loro unione si rafforzi sempre di più . GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     San Francesco, intercedi per me presso il Padre, affinchè anche io possa avere una mia famiglia
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”Ora vi spiego perché ci si deve confessare”

Nel confessionale ”Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore” ha scandito il Pontefice. ”Sii coraggioso e avanti con la confessione” è stato il conseguente invito a oltre 30.000 fedeli nel corso dell’udienza generale


”Ora vi spiego perché ci si deve confessare” ”Eh padre, io mi vergogno”. Papa Francesco - all’Udienza Generale di oggi - rivela quale sia l’atteggiamento di molti dei fedeli che nel suo lungo ministero sacerdotale ha potuto confessare. ”Anche la vergogna - spiega ai circa 30 mila fedeli presenti in piazza San Pietro - è buona. E’ salutare avere un po’ di vergogna, perché vergognarsi è salutare”. In merito, nella sua catechesi Francesco ricorda: ”quando una persona non ha vergogna nel mio paese diciamo che è un sin vergenza, un senza vergogna, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili”.

”Vorrei domandarvi, - ha detto il Papa alla folla dell’udienza generale - ma non dirlo a voce alta, ognuno risponde nel suo cuore, ’quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato? Due giorni? Due settimane? Due anni? Venti anni? Quaranta anni? Ognuno faccia il conto - ha esortato papa Francesco -. Ognuno si dica, quando è stata l’ultima volta che mi sono confessato, e se è passato tanto tempo, non perdere un giorno”.

Nel confessionale ”Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore - ha detto il pontefice -. Sii coraggioso e avanti con la confessione” è stato l’invito dell’odierna catechesi. ”La riconciliazione - ha spiegato Francesco - è sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarire l’anima o il cuore, di qualcosa che ho fatto che non sta bene. Il sacerdote riceve con amore e tenerezza questa confessione, e in nome di Dio perdona”.

”Ricordiamo - ha continuato il Pontefice - la bella parabola del figlio che se ne andata da casa sua con l’eredità e ha sprecato tutti soldi, poi quando non aveva più niente si è deciso a tornare a casa come servo. Tanta colpa e tanta vergogna aveva nel suo cuore, ma, sorpresa, quando inizia a parlare il padre lo abbraccia e fa festa. Io vi dico: ogni volta che ci confessiamo, Dio ci abbraccia, e fa festa, andiamo avanti su questa strada”.

”Uno può dire: ’io mi confesso soltanto con Dio’. Sì, puoi dire: ’Dio perdonami’ e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa, e per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacerdote”, ha scandito Francesco, che ha poi ricordato: ”All’inizio la confessione si faceva pubblicamente, si è passati poi dalla forma pubblica a quella personale, risevata”.

”Spesso - ha quindi concluso il Papa - quando andiamo a confessarci abbiamo un peso nell’anima, un po’ di tristezza. Ma poi quando sentiamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’alma tanto bella che soltanto Gesù può dare”. ”Anche dal punto di vista umano - ha aggiunto il Santo Padre - per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa. Non bisogna avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”.

VERTICE CEI - Al termine dell’udienza generale Papa Francesco ha salutato e abbracciato il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Francesco e Bagnasco hanno scambiato alcune parole e poi si sono entrambi congedati con un grande sorriso. In precedenza nella residenza di Santa Marta papa Bergoglio aveva incontrato 19 detenuti delle carceri di Pisa e Pianosa. L’incontro, non programmato, si è protratto per oltre tre quarti d’ora, nel corso dei quali Francesco ha salutato e benedetto uno a uno i detenuti, dai presenti il momento e’ stato definito ”bellissimo” e ”commovente”.

APPELLO PRO UCRAINA - Durante la mattinata Papa Francesco ha anche rivolto il suo pensiero all’Ucraina insanguinata. ”Con l’animo preoccupato seguo quanto in questi giorni sta accadendo a Kiev. Assicuro la mia vicinanza al popolo ucraino e prego per le vittime delle violenze, per i loro familiari e per i feriti. Invito tutte le parti a cessare ogni azione violenta e a cercare la concordia e la pace del Paese”, ha chiesto il Pontefice.

Tratto da http://qn.quotidiano.net/

Data pubblicazione: 19-02-2014

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