“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
lunedì 26 giugno 2017 - S. Elisa vergine
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Buongiorno, Scrivo dalla mia parrocchia per chiedere se è possibile acquistare presso di Voi il ”Santorale Francescano, Collectio missarum”, efr. Grazie. Pace e bene. F.Marchese mf.marchese@gmail.com     •     San Francesco ricorro a Te per pregarti di intercedere per mio fratello per una totale guarigione e che venga liberato dal cancro che non si formino metastasi fagli sentire la presenza degli Angeli a che il Signore guidi chi opererà     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco Ti supplico aiutami affinché la mia situazione lavorativa prenda una direzione diversa; invoco il Tuo Patrocinio affinché le forze del male non prevalgano sul male che dilaga nel mio posto di lavoro. Ti prego aiutami. silvana     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per la famiglia di nostra figlia.Aiutali a vivere con l’amore e la fede. Grazie per il tuo amore.     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per nostro figlio. Attraversa un periodo molto difficile. Da che non si allontani dalla fede e che possa guardare al futuro con più fiducia e serenità. Grazie per il tuo amore.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlio. Attraversa un momento molto difficile della sua vita e noi con lui. Ha tanto bisogno dell’amore di Dio e di non allontanarsi dalla fede. Ti prego di intercedere per lui. GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlia e la sua famiglia. Fai sì che lo Spirito Santo dimori nella loro casa e che la loro unione si rafforzi sempre di più . GRAZIE PER IL TUO AMORE.
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Tifone nelle Filippine, la paura per gli italiani Scatta la solidarietà internazionale

Tifone nelle Filippine, la paura per gli italiani Scatta la solidarietà internazionale
Mentre è scattata la solidarietà internazionale nei confronti della popolazione delle Filippine, messa in ginocchio dal tifone Haiyan che ha mietuto oltre diecimila vittime, cresce la paura per gli italiani presenti sull´arcipelago. Sono infatti ore di angoscia per alcune famiglie italiane che da casa non riescono a contattare i loro cari nelle Filippine. Al momento non risultano connazionali direttamente coinvolti nel disastro, ma «circa una dozzina di italiani manca all´appello - ha detto l´ambasciatore d´Italia a Manila, Massimo Roscigno -. Speriamo che si tratti solo di un problema di comunicazione». La situazione nel Paese e i collegamenti sono infatti difficilissimi e anche il ministro degli Esteri Emma Bonino ha spiegato che si tratta di persone «che non si erano registrate sul sito (dovesiamonelmondo.it, ndr), né si erano manifestate prima: siamo quindi stati allertati dalle famiglie ed è iniziata la ricerca in questo disastro».

La scia di devastazione lasciata dal supertifone è enorme: «È troppo presto per escludere presenze di italiani tra i dispersi», ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino. I morti «sono tanti e i danni enormi», ha sottolineato papa Francesco nel corso dell´Angelus di domenica, pregando per le vittime e invitando a «far giungere anche il nostro aiuto concreto». Un appello subito raccolto dalla Commissione Ue, che ha annunciato lo sblocco di 3 milioni di euro per aiutare le Filippine. Il premier britannico David Cameron ha telefonato al presidente Benigno Aquino, annunciando 7,2 milioni di euro di aiuti. Gli Usa hanno messo a disposizione elicotteri, aerei, navi e attrezzature per le ricerche e il salvataggio. E i Marine americani sono stati i primi a sbarcare, con una forza di 80 uomini arrivata dalla base giapponese di Okinawa. Nelle aree devastate delle Filippine arriverà anche una squadra di soccorritori israeliani, che coordinerà con l´ambasciata a Manila l´afflusso degli aiuti veri e propri.

Nel frattempo Haiyan ha raggiunto il Vietnam settentrionale ed è ora diretto verso la Cina , sospinto da venti che soffiavano a circa 120 chilometri orari, nell´arcipelago asiatico si contano le vittime, gli sfollati e i feriti. Anche se le stime parlano di 10mila vittime, i morti finora accertati dall´esercito sono 942. Eppure, le Nazioni Unite hanno riferito che nella sola Tacloban, città a 580 km a sudest di Manila investita dal tifone venerdì scorso, sono stati seppelliti in una fossa comune dai 300 ai 500 corpi. La città dipende unicamente dai soccorsi e tre aerei da trasporto militari provvedono all´evacuazione dei sopravvissuti. Decine di cittadini si accalcano ai cancelli dell´aeroporto, nella speranza di poter lasciare al più presto il Paese.

Il report della Oms sull´emergenza in corso stima in 618.175 gli sfollati in tutto il paese, senza accesso diretto a cibo, acqua e medicine. Si stima che Haiyan abbia distrutto circa il 70%-80% delle strutture e delle coltivazioni sulla sua strada tra le province costiere di Leyte e Samar. Secondo la stima omnicomprensiva dell´Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone direttamente o indirettamente colpite dall´emergenza umanitaria sarebbero 9,5 milioni. Secondo l´Unicef, i bambini coinvolti sarebbero 4 milioni.

Missione compiuta, Parmitano di nuovo a Terra

Missione compiuta, Parmitano di nuovo a Terra
Missione compiuta per Luca Parmitano, ancora una volta con il sorriso. La navetta russa Soyuz e´ atterrata come previsto nella steppa del Kazakistan e a bordo, con l´astronauta dell´Agenzia Spaziale Europea (Esa), c´erano il comandante russo Fyodor Yurchikhin, la collega americana Karen Nyberg e un passeggero d´eccezione: la torcia olimpica dei giochi invernali in programma nel febbraio 2014 in Russia, a Sochi.

Il viaggio e´ durato poco piu´ di tre ore e la frizione con l´atmosfera ha portato la navetta a raggiungere temperature di 1.600 gradi. A circa 10 chilometri di quota il paracadute si è aperto automaticamente, rallentando la corsa da 864 a 324 chilometri orari. Poi l´atterraggio nella steppa. Parmitano e´ stato l´ultimo ad essere estratto dalla navetta e la sua prima reazione nell´essere di nuovo a Terra e´ stato un sorriso felice. Sul suo viso non c´era la minima traccia dello stress che puo´ provocare un viaggio a dir poco ´avventuroso´ come il rientro con la Soyuz. ´´Separazione avvenuta. Per strada verso la Terra!´´ aveva scritto l´astronauta su Twitter dopo che la navetta si era staccata dalla Stazione Spaziale per cominciare il viaggio di ritorno.

L´ultima delle sue spettacolari foto l´ha voluta dedicata alla Sicilia, dove e´ nato 37 anni fa. Si conclude così, con lo stesso entusiasmo con cui era cominciata, la missione Volare, la prima di lunga durata dell´Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il bilancio è più che positivo: ´´Volare e´ stata una missione straordinaria´´, ha detto il presidente dell´Asi, Enrico Saggese, subito dopo il rientro della Soyuz. Parmitano e´ stato il primo italiano ad affrontare una passeggiata spaziale, anzi due. E la seconda, mozzafiato, e stata interrotta per un guasto alla tuta. L´astronauta ha inoltre eseguito piu´ di 30 esperimenti, ha inviato a Terra immagini indimenticabili del nostro pianeta e ha aiutato tre veicoli ad agganciarsi alla stazione orbitale.

Sesto italiano ad andare nello spazio e quinto a salire sulla Stazione Spaziale, Parmitano è ora diretto a Houston per affrontare un periodo di riabilitazione per riadattarsi alla gravita´ e numerosi test medici tesi a studiare le reazioni dell´organismo umano all´assenza di gravita´.

Si uccide e lascia una lettera: «Colpa di una setta satanica»

Si uccide e lascia una lettera: «Colpa di una setta satanica»
«Mi hanno rovinata le sette». Poche parole scritte di getto su un foglietto di carta lasciato accanto alla finestra fanno diventare un giallo il suicidio di una ragazza avvenuto sei mesi fa.
Quelle cinque parole sono state l´ultima frase prima di buttarsi nel vuoto e precipitare da un´altezza di cinque piani. Micole, studentessa in Medicina poco più che ventenne, originaria della Calabria, si è tolta la vita lo scorso 17 maggio, gettandosi dal balcone della palazzina in cui abitava al Trionfale. Il messaggio ha indotto i magistrati di piazzale Clodio ad aprire un´inchiesta per istigazione al suicidio. Gli inquirenti procedono in segreto, mantenendo il massimo riserbo.

Micole proveniva da un piccolo paesino in provincia di Cosenza. Da qualche anno, si era trasferita a Roma e si era iscritta alla facoltà di Medicina. Era una studentessa brillante, non aveva ancora compiuto 22 anni. Il 17 maggio si è lanciata nel vuoto: un gesto apparentemente inspiegabile. Dopo mesi di indagini, i motivi sono ancora tutte da chiarire. Resta però quel biglietto inquietante: «Mi hanno rovinata le sette». Il pubblico ministero Francesco Dall´Olio e il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani, titolari del fascicolo, hanno avviato immediamente gli accertamenti, convinti che la spiegazione si nasconda da qualche parte tra le frequentazioni romane della ragazza. A distanza di sei mesi, però, una risposta non c´è ancora. È difficile, spiegano gli inquirenti, capire cosa significassero davvero quelle parole, cosa intendesse la ragazza con il termine «sette». Occultismo, condizionamenti psicologici, addirittura satanismo? I magistrati frenano, scelgono la cautela. Forse, Micole era solo tormentata da un disagio interiore. Forse non aveva retto allo stress di passare da una piccola cittadina di provincia a una metropoli come Roma. O, forse, si era davvero fidata di persone sbagliate.

Sembra l´ennesimo mistero, nascosto dietro un suicidio. Affidato alle ultime parole di una giovane che potrebbe aver subito pressioni troppo forti dall´ambiente che la circondava. Proprio come Simone, lo studente di 21 anni che la notte tra il 26 e il 27 ottobre si è tolto la vita lanciandosi dall´undicesimo piano dell´ex pastificio Pantanella, all´inizio della Casilina. Anche lui aveva lasciato un messaggio: era omosessuale e ha scritto di non poterne più di essere schernito. «Nel 2013 - diceva l´ultima lettera - c´è ancora l´omofobia, sono stanco». Il testo è agli atti dell´inchiesta aperta per indagare sulla morte. Il fascicolo è affidato al pm Antonio Clemente e anche in questo caso gli inquirenti procedono per istigazione al suicidio. La traccia lasciata dal ragazzo è di certo più tangibile rispetto alle parole della studentessa calabrese. Difficile stabilire, senza altri elementi, quale fosse il gruppo di persone a cui la giovane volesse fare riferimento. Un giallo come quello che circonda la morte di Simona Riso, la giovane trovata agonizzante in un giardino condominiale a San Giovanni la mattina del 30 ottobre e deceduta poche ore dopo in ospedale. La Procura indaga per omicidio, ma non è esclusa l´ipotesi del suicidio: la ragazza, precipitata da una terrazza al quarto piano della palazzina in cui abitava, in via Urbisaglia, ha sussurrato agli operatori del 118 che la soccorrevano di essere stata violentata.

E-cigarettes, Veronesi: «Non sono cancerogene, ma lo Stato rema contro»

E-cigarettes, Veronesi: «Non sono cancerogene, ma lo Stato rema contro»
Non è un verdetto definitivo, ma un´ulteriore conferma che le sigarette elettroniche non solo aiutano a ridurre in modo considerevole il numero delle "bionde", ma conducono anche a dire loro "addio". La recente novità risiede nel fatto che le e-cigarettes senza tabacco sembrano non avere effetti collaterali sulla salute. A ribadirlo è il direttore scientifico dell´Istituto europeo di oncologia (Ieo) Umberto Veronesi secondo cui le cosiddette Tobacco free cigarettes (Tfc) non sono cancerogene e che, grazie alla loro diffusione «potrebbero essere salvate 30 mila persone all´anno solo in Italia». La convinzione è emersa dai risultati di uno studio pilota condotto su un gruppo di 65 pazienti dell´Ieo in collaborazione con l´ospedale San Raffaele e il centro cardiologico Monzino.

Veronesi ha però lamentato l´operato del governo, ritenendolo diretto a uno scoraggiamento della diffusione della sigaretta elettronica, in seguito all´introduzione di una «incredibile tassazione del 58 per cento che ha fatto sparire molti produttori» ha dichiarato il noto oncologo. Veronesi ha dunque lanciato un appello al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin perché la tassa sia al più presto ridimensionata. Lo scienziato non ha poi nascosto che il guadagno dello Stato risiede nelle sigarette tradizionali, tanto da «lucrare su questa tragedia, ma poi è costretto a spendere ogni anno tre miliardi per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo» ha proseguito Veronesi. Seondo l´oncologo bisognerebbe invece diffondere tra i fumatori l´uso di sigarette elettroniche - controllate nei loro parametri principali - anche attraverso distributori automatici.

Coordinato da Carlo Cipolla - direttore della divisione Cardiologia dell´Ieo - lo studio pilota ha analizzato gli effetti delle e-cigarettes senza nicotina su pazienti affetti da tumore al polmone o da patologie cardiache: dopo 6 mesi chi usava la e-cig, senza nicotina, ha smesso di fumare nel 60 per cento dei casi, contro la metà (32 per cento) di chi non l´ha utilizzata. Mentre chi non è riuscito a smettere ha ridotto drasticamente il numero di sigarette fumate (meno 10). Questo risultato di successo ha condotto l´Iso ad annunciare un nuovo e importante studio scientifico - della durata di un quinquennio a partire dal prossimo gennaio - su tutti gli effetti, non solo medici, ma anche psicologici della e-cigarette.

Rissa tra clan al San Raffaele, Consulta rom scrive a Pisapia: "Serve intervento urgente"

Rissa tra clan al San Raffaele, Consulta rom scrive a Pisapia:
Dopo la violenta rissa di mercoledì tra famiglie nomadi fra i corridoi dell´ospedale San Raffaele di Milano e la morte di un uomo di 49 anni, arriva una lettera aperta della Consulta Rom e Sinti, indirizzata al sindaco Giuliano Pisapia. "Due famiglie, si sono affrontate con esito tragico: un uomo è morto, un altro è ferito, molti sono finiti in carcere - scrive la Consulta -. Ci rivolgiamo a lei con rammarico profondo perché al dolore si aggiunge la considerazione che si sarebbe potuto evitare questa tragedia. Non diciamo questo per giustificare i gravissimi atti di violenza, gli autori dei quali porteranno le conseguenze previste dalla legge. In casi come questo si parla di "zingari", quindi di qualcosa che fa parte del normale bagaglio dei pregiudizi. Noi invece parliamo di persone, di uomini, donne bambini che sono a tutti gli effetti cittadini di questa città e che sono preoccupati per lo stato di abbandono, per le condizioni di degrado in cui versano e che producono situazioni di allarme sociale che non possono essere trascurate".

"Il campo di via Idro - prosegue la lettera - è un campo regolare dagli anni `80, ben inserito nella zona. Due fa la Consulta ha denunciato la situazione di grave pericolosità determinata dalla presenza violenta di un latitante, ha richiamato l´amministrazione sull´urgenza di realizzare gli interventi necessari, dal rispetto della legge all´"alleggerimento" con il trasferimento di una parte delle famiglie, a cui apparteneva la persona morta, nel Vogherese per un accordo siglato ben tre anni fa. Nulla di tutto questo è avvenuto, nel frattempo i conflitti sono esplosi: un anno fa è stata data alle fiamme l´abitazione della famiglia protagonista della tragedia di ieri e nonostante l´arresto, anche se tardivo, del latitante la sua famiglia non veniva espulsa e da allora nel campo vige un regime di enorme tensione anche per l´ingresso di comunità abusive che vengono tollerate da autorità ed ente gestore e che aggiungono tensione a tensione".

"Questa tragedia era annunciata, lo sapevamo noi, lo sapevano tutti, le associazioni di zona che pure sono intervenute più volte, gli enti gestori, gli amministratori. Adesso, dopo la tragedia, la comunità di via Idro non esiste più e anche le speranze di un intervento che ne salvi i resti sono molto deboli. Questo non è un atto d´accusa, anche noi ci sentiamo responsabili per non essere stati più convincenti nei confronti dell´amministrazione, ma è una richiesta di intervento urgente perché le situazioni precarie sono tante e, mentre auguriamo che in questo caso dietro l´abbandono non ci siano interessi per diverse destinazioni per quell´area, come pure si sente dire, ripetiamo l´appello per le altre situazioni nei campi regolari che da troppo tempo non vengono risolte: parliamo per esempio dei campi di via Martirano e di via Novara, per i quali gli interventi tuttora incompiuti risalgono alla precedente amministrazione. Anche in questi campi la tensione è alta per le soluzioni continuamente procrastinate e per condizioni di vita che precipitano sempre più in basso".

"Signor sindaco - si legge nella missiva -, ci rivolgiamo a lei, perché questa tragedia non rimanga catalogata tra i normali fatti di cronaca della nostra città, ma perché aiuti tutti noi ad affrontare i problemi delle nostre comunità con lo stesso impegno, lo stesso spirito solidale e con la stessa disponibilità alla partecipazione che meritano tutti i cittadini, qualunque sia la loro etnia. Con questo spirito le chiediamo un incontro per affrontare il quadro di una situazione che va affrontata con urgenza per stabilire situazioni di serenità in ogni comunità, condizione per un vero inserimento sociale".

Letta chiude il capitolo Imu "La seconda rata non si paga"

Letta chiude il capitolo Imu
Niente seconda rata, ma la copertura non è semplice. Letta spazza via i dubbi sull´Imu: la cancellazione, dice, è già assunta. Il premier parla in conferenza stampa dopo il Cdm, che, tra le altre cose, ha iniziato l´esame del collegato ambiente alla legge di stabilità. È un provvedimento, ha spiegato, «pieno di molte e importanti normative che servono a semplificare e a dare nuova protezione. È un obbiettivo molto importante, ci siamo presi dei giorni per sciogliere alcuni nodi e la prossima settimana verrà approvato».

Letta si dice allibito dal corto circuito che si è creato dopo la battuta in Irlanda sulle «balls of steel». «Sulle note vicende dell´acciaio ho letto profluvi di articoli su cosa avrei voluto dire per una frase che non ho mai detto», spiega. «Non c´è da parte mia nessun cambio di passo o volontà strategica - dice, confermando un problema di traduzione di una frase idiomatica - rassicuro chi ha deciso di occuparsi di questo tema».

L´ipotesi che si dovesse pagare la seconda rata Imu «non era mai stata messa in discussione, come ha detto il presidente del Consiglio», ha affermato il ministro per le infrastrutture, Maurizio Lupi. «Stiamo ora lavorando sulle coperture - ha aggiunto - che arriveranno con il decreto che abroga anche la seconda rata. Noi non ne avevamo mai dubitato, ma siccome erano nate polemiche lo abbiamo ribadito».«La cosa peggiore per un governo - ha aggiunto - è quella di dire una cosa, non con un semplice annuncio ma formalmente, e poi non farla». Alla domanda se il ministri «polisti» fossero soddisfatti, Lupi ha replicato: «Sì, noi polisti siamo soddisfatti».

Ma sulle coperture polemiche non mancano. «Ci auguriamo davvero che il governo abbia allo studio altre ipotesi, perché se dovesse adottare le coperture ipotizzate in queste ore per la cancellazione della seconda rata Imu (l´aumento dal 20 al 22% dell´aliquota sulle cosiddette «rendite finanziarie», cioè sul risparmio frutto di reddito già tassato, e maggiori acconti Ires a carico delle imprese), avremmo la conferma che tutta la vicenda Imu è stata in questi mesi confezionata ad arte per diventare una gigantesca trappola ai danni del Pdl e una presa per i fondelli degli italiani», afferma Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera.
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