“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
domenica 30 aprile 2017 - S. Sofia vergine e martire
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Caro San Francesco Ti supplico aiutami affinché la mia situazione lavorativa prenda una direzione diversa; invoco il Tuo Patrocinio affinché le forze del male non prevalgano sul male che dilaga nel mio posto di lavoro. Ti prego aiutami. silvana     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per la famiglia di nostra figlia.Aiutali a vivere con l’amore e la fede. Grazie per il tuo amore.     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per nostro figlio. Attraversa un periodo molto difficile. Da che non si allontani dalla fede e che possa guardare al futuro con più fiducia e serenità. Grazie per il tuo amore.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlio. Attraversa un momento molto difficile della sua vita e noi con lui. Ha tanto bisogno dell’amore di Dio e di non allontanarsi dalla fede. Ti prego di intercedere per lui. GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlia e la sua famiglia. Fai sì che lo Spirito Santo dimori nella loro casa e che la loro unione si rafforzi sempre di più . GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     San Francesco, intercedi per me presso il Padre, affinchè anche io possa avere una mia famiglia
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Papa Francesco e il passato da buttafuori

Papa Francesco e il passato da buttafuori
Oltre ad aver pulito i pavimenti ed aver fatto esperimenti in un laboratorio chimico quando era giovane, ora Papa Francesco ha anche rivelato di aver lavorato anche come buttafuori. Il primo dicembre il papa ha trascorso quattro ore alla chiesa di San Cirillo Alessandrino in una borgata di Roma e ha chiacchierato in maniera informale con i parrocchiani prima e dopo la celebrazione della messa.La notizia è stata riportata da CatholicNews.

Una donna ha chiesto al Papa in che modo avrebbe potuto pregare per un suo parente che sta per diventare un frate francescano. Il Papa ha risposto dicendo di pregare affinchè l´aspirante uomo di chiesa trovi la costanza di andare avanti, ma anche il coraggio di tornare indietro nel momento in cui dovesse capire che quella non è la strada giusta». Papa Francesco ha anche dato dei consigli alle persone dicendo loro che è importante essere gentili e buoni, ma anche essere di buon esempio per gli altri. Per fare ciò, il pontefice ha detto che è necessario pregare non parlare male degli altri perchè i pettegolezzi distruggono le amicizie e salutare sempre con un sorriso. A volte anche i sacerdoti possono essere irritabili, per questo devono fare uno sforzo in più per essere miti, amabili e buoni. Ecco perchè «è importante che le persone preghino per i sacerdoti», ha detto francesco.

Il maltempo flagella il Centro-Sud.

Il maltempo flagella il Centro-Sud.
Non si placa l´ondata di maltempo in Italia. Disagi e allarmi riguardano ancora il centro-sud, dopo i gravi danni di ieri che hanno provocato un morto a Roma, a causa del nuovo ciclone che sta colpendo la Penisola.

Un morto a Pescara. Situazione critica in Abruzzo a causa della pioggia incessante. Una donna, Anna Maria Mancini, 57 anni, è morta a Pescara, dopo essere rimasta intrappolata con la propria auto in un sottopasso allagato. La vittima, originaria di S.Teresa di Spoltore (Pescara), era dispersa da questa mattina, quando ha telefonato al marito chiedendo aiuto e dicendo che stava annegando. I soccorritori sono intervenuti nel sottopasso ma hanno trovato la donna nell´auto già morta, sotto cinque metri d´acqua. La strada sarebbe stata chiusa al traffico e transennata, ma la donna avrebbe deciso di percorrere ugualmente il sottopasso. Adesso la procura vuole vederci chiaro e ha aperto un fascicolo d´indagine per verificare se la strada fosse veramente chiusa al transito.

Un´altra donna ha avuto maggiore fortuna ed è riuscita a salvarsi da un sottopasso allagato, uscendo dalla macchina prima che questa venisse sommersa dall´acqua.

L´emergenza che ha colpito la zona sud di Pescara e il quartiere di Villaggio Alcyone ha portato all´evacuazione di almeno 1500 persone, minacciate dalla piena di un torrente. Le scuole rimarranno chiuse anche domani e il presidente della Provincia, Guerino Testa, ha invitato i cittadini a rimanere nelle proprie case e ad "evitare al minimo gli spostamenti sulle strade a rischio". L´allarme è stato lanciato anche attraverso il suono delle campane della chiesa parrocchiale. Il Vallelunga è straripato, ma è il fiume Pescara a preoccupare per una possibile esondazione. La pioggia incessante da due giorni ha fatto superare di molto il livello di guardia. Il Comune ha deciso di intervenire, posizionando a riva dei grossi massi per evitare l´avanzamento dell´acqua. In alcuni punti, infatti, l´acqua è arrivata già al livello della strada. Sono decine le strade chiuse per gli allagamenti in cui l´acqua ha raggiunto anche il metro di altezza. Allagato anche il carcere. Evacuate alcune persone anche a Spoltore, nel pescarese.

Interrotte 5 linee Fs. A causa della piena del fiume Tronto, Trenitalia ha sospeso la circolazione dei treni lungo le linee Ancona-Pescara e Pescara-Termoli solo per i treni regionali che collegano Marche e Abruzzo. Al momento è invece ancora consentita la circolazione dei convogli a lunga percorrenza. Interrotte per il maltempo anche le tratte regionali Foggia-Potenza e Barletta-Spinazzola. Bloccata anche la linea Foggia-Manfredonia, dove i tecnici di Rfi stanno monitorando il ponte ferroviario a causa della piena del fiume Candelaro.

La situazione in Abruzzo. A Montesilvano, le piogge abbondanti hanno provocato allagamenti di strade, sottopassi e intere aree. Il sindaco, Attilio Di Mattia, ha provveduto con una ordinanza a chiudere con urgenza il lungofiume Saline e le vie limitrofe, con l´evacuazione immediata di abitazioni e immobili nella zona considerata a rischio esondazione. Le condizioni del corso d´acqua sono legate alla diga di Penne (Pescara) perchè le eventuali manovre volontarie di scarico dell´acqua potrebbero riversare nel letto del fiume un´onda di piena. Disagi anche nella provincia di Teramo per l´esondazione del fiume Calvano a Pineto.

Il sindaco di Francavilla al Mare (Chieti), Antonio Luciani, ha annunciato che è straripato il Foro e si sta monitorando il livello dell´Alento, in allarme a causa delle piogge abbondanti. I danni sono ingenti a causa degli alberi caduti e dei fossi di raccolta stracolmi, oltre a due frane che hanno colpito la città sulla costa. Allagamenti in Val Sangro, in particolare a Paglieta e Piazzano di Atessa. Preoccupano i fiumi Sangro e Feltrino, che sono al livello massimo della capacità.

A Lanciano diverse le frane segnalate, la più seria in via Frisa, che è stata chiusa per un´enorme massa di fango caduta sul piano stradale.

Deragliato un treno in Puglia. Sono intanto ricoverati in "codice rosso" ed in prognosi riservata all´ospedale di Foggia, il macchinista Michele Nota, 56 anni e il capotreno Michele Capotorto, 53enne, del treno Potenza Centrale-Foggia, deragliato ieri sera intorno alle 23, nei pressi della stazione di Cervaro (Foggia), probabilmente per il cedimento della sede ferroviaria causato dal maltempo. A bordo del treno vi erano due soli viaggiatori (uno dei quali un dipendente fuori servizio di Rete Ferroviaria Italiana), che sono già stati dimessi dall´ospedale.

Situazione critica anche nel Tarantino. Duecento persone hanno trascorso la notte nella scuola media Leone di Ginosa Marina dopo essere state sgomberate dalle proprie abitazioni per il rischio esondazione del fiume Bradano. La statale tra Taranto e Reggio Calabria è stata chiusa al traffico nel tratto tra Chiatona e Castellaneta Marina per l´esondazione del fiume Lato. La piena ha provocato vasti allagamenti e ha lambito alcune villette - che non sono state evacuare - e ha inondato i campi, estendendosi ad alcune contrade, in località Cicciariello. Allerta anche nella provincia di Barletta-Andria-Trani per il rischio di piena ed esondazione del fiume Ofanto.

Marche. La pioggia ha fatto esondare il fiume Tenna e il Tesino, in provincia di Fermo. Alcune persone sono state evacuate dalle loro abitazioni nel comune di Sant´Elpidio a Mare (Fermo), e anche l´Ete Morto, l´Ete Vivo e il fiume Chienti, che attraversa la provincia di Macerata, sono ai livelli di guardia. Sempre nel Maceratese, il fiume Potenza ha rotto gli argini in più punti, straripando lungo la valle dei Grilli e all´altezza della zona industriale di Taccoli di San Severino Marche, dove alcuni capannoni sono finiti sott´acqua. La piena ha minacciato anche diverse abitazioni prima del ponte di Sant´Antonio che, in via precauzionale, è stato chiuso al traffico, con deviazioni obbligatorie. Una massa di fango e detriti ha divelto una tubatura del gas a Villa Sant´Antonio di Visso (Macerata), mentre un altro smottamento ha bloccato la strada provinciale fra Camerino e Muccia.

Decine le frane registrate ad Ascoli, dove si sta valutando se sgomberare il quartiere di Santa Chiara, che rischia di rimanere isolato dagli smottamenti. Un´altra frana lungo la strada provinciale di Roccafluvioneha travolto un´auto: salve tutte le persone a bordo, che sono riuscite a uscire in tempo dall´abitacolo prima di essere investite. Fa paura invece il torrente Castellano che è in piena, come il Tronto, tracimato alla foce e che ha già provocato il crollo di una campata del ponte che unisce i territori di Montedinove e Rubbianello, al confine con la provincia di Fermo. Il sindaco di San Benedetto (Ascoli Piceno) ha chiesto ai cittadini di "non usare l´auto". Frane e smottamenti si sono registrate sulle strade che conducono Ascoli al comune di Venarotta.

Basilicata. L´emergenza è soprattutto nella provincia di Matera, per le conseguenze dei nubifragi che ieri hanno provocato l´esondazione dei fiumi Basento, Agri e Sinni con gravi danni. Nella zona più colpita, quella del Metapontino in provincia di Matera, ci sono strade allagate e chiuse al traffico, circolazione ferroviaria difficile, campi trasformati in risaie e scuole chiuse in numerosi comuni. Sono circa 180 le persone sgomberate.

Liguria. A Genova una tempesta di vento sta creando numerosi disagi, soprattutto ai trasporti. Quattro aerei sono stati dirottati nel pomeriggio di ieri, lo scalo merci del porto di Voltri è stato chiuso, così come l´autostrada è stata vietata a caravan, telonati e furgonati. A causa del vento il comune ha anche disposto la chiusura dei parchi pubblici.

Il Papa riceve il premier israeliano Netanyahu: più vicino il viaggio di Bergoglio in Terra Santa

Il Papa riceve il premier israeliano Netanyahu: più vicino il viaggio di Bergoglio in Terra Santa
È durato 25 minuti, alla presenza dell´interprete, il colloquio privato tra il Papa e il premier israeliano Benjaminn Netanyahu, ricevuto in udienza con un seguito di 11 persone, tra cui la consorte Sarah.

L´udienza tra il premier e il Papa si è svolta nella biblioteca privata, abbellita oggi da una corona natalizia e una candelina accesa, nella prima settimana di Avvento.

Il premier Netanyahu ha raccontato al Pontefice che suo padre parlava benissimo lo spagnolo mentre, ha detto, "il mio spagnolo non esiste". E così il premier israeliano ha donato a papa Francesco un libro scritto da suo padre e pubblicato nel ´95, intitolato "Le origini dell´Inquisizione - La Spagna nel 15.esimo secolo". La dedica del libro, firmata dal premier, recitava: "A sua Santità papa Francesco, grande custode della nostra comune eredità". Netanyahu ha donato anche una Menorah in argento su cui era scritto "A Sua Santità Francesco, con altissima stima", firma e data dell´incontro.

Il Papa ha ricambiato con una formella in bronzo raffigurante San Paolo. Si è poi appreso da alcuni giornalisti israeliani a cui il premier lo aveva spiegato nel viaggio verso Roma, che il padre del di Netanyahu era uno storico molto stimato, e che il libro che il figlio ha donato al Papa, affermerebbe la tesi che durante l´Inquisizione i cattolici non avrebbero offeso gli ebrei.

Al momento di congedarsi dal Papa, la signora Sarah gli ha detto: "La aspettiamo, non vediamo l´ora". Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha poi informato i giornalisti che non c´è da aspettarsi che oggi siano annunciate le date del viaggio del Papa in Terra Santa.

Il Papa a Tor Sapienza: «Troppe misure di sicurezza, vi chiedo scusa»

Il Papa a Tor Sapienza: «Troppe misure di sicurezza, vi chiedo scusa»
Lo stile Bergoglio è anche questo. Se nella visita in una parrocchia romana, a Tor Sapienza, le misure di sicurezza sono eccessive, lui lo riconosce e addirittura chiede scusa. Ai fedeli di San Cirillo dice: «Vi ringrazio di cuore per questo pezzo del cammino che abbiamo fatto insieme, ringrazio la vostra accoglienza, la bontà, l´allegria. Vi chiederò di pregare per me, perché ne ho bisogno. Se qualcosa vi ha disturbato di questa visita, forse un eccesso di sicurezza, sappiate che io non sono d´accordo con quello, io sono d´accordo con voi».

Il Papa, commentando a braccio le letture della messa si è rivolto in particolare a nove ragazzi che sta per cresimare, e a tratti interloquendo con loro, ha sottolineato che il profeta Isaia ci parla di un cammino e descrive «la fine del cammino, il monte del tempio del Signore saldo sulla cima dei monti, per dirci - ha spiegato il Papa - che la nostra vita è un cammino, dobbiamo compierlo per arrivare all´incontro con Gesù, più importante è l´incontro con Gesù, piuttosto che il fatto che io possa cadere: noi camminiamo per incontrare Gesù, domanda, ma quando lo incontro, solo alla fine? No, no, lo incontriamo tutti i giorni, nella preghiera, nella comunione, quando porti tuo figlio a battezzare, trovi Gesù e voi che oggi ricevete la cresima, incontrerete Gesù».

Italia al gelo ma il vero allarme è "alluvione al Sud"

Italia al gelo ma il vero allarme è
L´Italia al freddo e al gelo. Abruzzo sepolto da oltre un metro di coltre bianca in Appennino; neve abbondante anche su Molise e Marche con tanti disagi soprattutto alla circolazione e locali black out elettrici. "Sono gli effetti dell´irruzione di aria artica che ci ha interessato in questi giorni e che proseguirà fino a giovedì con rovesci di neve sulle adriatiche, a tratti fin sulle spiagge" spiega il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara. "Fiocchi di neve potranno cadere anche su Romagna, Umbria, appennino laziale e campano fino al fondovalle, mentre nuovi rovesci a carattere sparso sono attesi al Sud e sulle Isole per tutto il resto della settimana, con neve anche in collina su Sardegna, Basilicata e Puglia ma in progressivo rialzo".

Sabato è invece attesa un po´ di neve al Nordovest per una nuova veloce perturbazione che porterà fiocchi anche in pianura o misti a pioggia tra Lombardia, Piemonte, ovest Emilia ed entroterra ligure, probabili dunque in città come Milano e Torino. Dovrebbe comunque trattarsi di fenomeni in genere di debole intensità, non associati a particolari accumuli, salvo che su basso Piemonte e Appennino ligure, dove invece sono attese nevicate più significative. Qualche spruzzata di neve è infine attesa anche sulle Alpi orientali, sino al fondovalle.

"Tra giovedì e venerdì" sono le previsioni de ilmeteo.it " è atteso un nuovo peggioramento tra la Sardegna e la Sicilia verso la Calabria, mentre il tempo migliorerà altrove, anche se farà freddo. Sabato l´Italia l´Italia sarà attanagliata da due fasi di maltempo: una perturbazione atlantica fredda raggiungerà il Nord con neve tra Piemonte e Lombardia fino a Torino e Milano, copiosa su basso Piemonte, Pavese, qualche ora anche a Piacenza, molto copiosa sulle colline liguri fino a toccare zone tra 50 e 100m di quota tra Savona a Genova. Copiose nevicate su Cuneo, Asti, Alessandria".

Ma il vero allarme è al Sud. "Un piccolo ciclone mediterraneo porterà una nuova a fase di grave maltempo sulla Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con nubifragi dalla sera e allerta massima su Crotonese e Catanzarese, Basilicata Ionica - materano, sul Salento verso Taranto, Brindisi e resto di Basilicata e Puglia entro domenica con rischio alluvionale".

Ed è sempre ilmeteo.it a tornare sulla polemica delle previsioni. Antonio Sanò, direttore del portale, sottolinea che "tanti altri eventi alluvionali verificatisi negli ultimi anni erano stati previsti con oltre cinque giorni di anticipo grazie ai modelli fisico-matematici che oggi riescono a localizzare con elevata precisione spazio-temporale i fenomeni anche estremi. Sono assolutamente inutili gli avvisi di allerta lanciati 12 ore prima". E l´allerta, ora, è per il Sud nella giornata di domenica.

Le uscite di notte per aiutare i poveri «Potrebbe esserci anche il Papa»

Le uscite di notte per aiutare i poveri  «Potrebbe esserci anche il Papa»
«Quando dico al Papa "stasera esco in città", c´è sempre il rischio che lui venga con me. È fatto così, all´inizio non pensava al disagio che si poteva creare....». L´arcivescovo Konrad Krajewski, 50 anni, elemosiniere del Papa, ha un lampo divertito negli occhi mentre incontra i giornalisti e, quando gli si chiede se sia mai capitato che Francesco lo accompagnasse nottetempo in giro per Roma, nelle sue missioni in aiuto dei poveri, si limita a un sorriso e a un «prego, la seconda domanda» che scatena l´esegesi del suo silenzio: possibile che Bergoglio esca in incognito per Roma, come peraltro faceva a Buenos Aires quando da arcivescovo visitava la favela Villa 21, la gente lo chiamava «padre» e alcuni non sospettavano neppure che quel prete in clergyman fosse il cardinale?

Più tardi la faccenda monta e «padre» Krajewski («il Papa mi ha detto: "Quando qualcuno ti chiama "eccellenza" chiedi cinque euro di tassa per i poveri! Anche a me è venuto di chiamarti così ma non ho cinque euro in tasca...."») si fa un´altra risata al telefono col Corriere , «ma non è vero niente, si figuri: certo, al Santo Padre piacerebbe, come piacerebbe uscire a confessare i fedeli, ma non gli è possibile, non è mai successo: chi interpreta diversamente il mio sorriso, si vede che non sa sorridere...». Lo stesso Francesco, del resto, aveva raccontato di essere «un prete callejero », di strada, «quante volte ho avuto voglia di andare per le strade di Roma!, ma capisco che non è possibile...». Il che, se non altro, spiega come sia invece possibile che una delle più alte cariche curiali si alzi alle 4.30 del mattino nel suo appartamento di Borgo Pio («sono rimasto lì, così la gente ha un accesso più diretto che in Vaticano») e passi buona parte del suo tempo in giro per l´Italia o attraversando la notte Roma sulla sua Fiat Qubo bianca («un´auto blu spaventerebbe, però ho la targa del Santo Padre così possiamo entrare ovunque») in aiuto di chi ha bisogno. Mai si era visto un elemosiniere pontificio itinerante. Ma quando lo nominò, in agosto, Francesco lo avvertì: «Non sarai un vescovo da scrivania, ti voglio tra la gente, il prolungamento della mia mano per portare una carezza ai poveri, ai diseredati, agli ultimi». Krajewski sorride: «Il Papa mi ha detto: "La scrivania non fa per te, puoi venderla; non aspettare la gente che bussa, devi cercare i poveri". Perché Francesco vuole stare coi poveri. A Buenos Aires cenava e stava con loro per condividerne la vita. E ai miei familiari spiegava: "Queste sono le mie braccia, sono limitate, ma se le prolunghiamo con quelle di Corrado possiamo toccare i poveri di tutta Italia. Io non posso uscire ma lui è libero"».

Senzatetto, immigrati, persone sole. Non è solo questione di soldi. C´è anche «la signora che chiama perché ha visto un ubriaco da riportare a casa». Le giovani guardie svizzere, gendarmi e volontari danno una mano. E poi «ho cominciato la visita a case di cura e di riposo». Perché la carità del Papa è anche un rosario ad anziani «che magari hanno figli vicini ma nessuno va a trovare: arrivo per conto di Francesco, abbraccio tutti camera per camera, preghiamo e pranziamo o ceniamo assieme». La Qubo macina migliaia di chilometri. L´Elemosineria, 11 dipendenti fissi e 17 calligrafi, si finanzia con le donazioni e circa 250 mila euro all´anno ricavati dalla vendita di pergamene con benedizione apostolica(costano «da 5 a 15 euro») per matrimoni, battesimi e così via. Nell´ultimo anno l´elemosina del Papa - per gli interventi più consistenti ci sono altri enti, oltre alle Caritas - ha raggiunto 6.500 persone, un milione di euro circa. Ma in questi mesi la crescita è esponenziale. «Tutti i soldi sono spesi per i poveri. Il Papa mi ha detto: "Il conto è buono quando è vuoto, così si può riempire. Non investire, non vincolare: spendi tutto per i poveri". Poi, ogni volta che mi vede, chiede: "Hai bisogno di soldi?"».

Certo bisogna spendere «con intelligenza, essendo sicuri». Quasi ogni mattina Francesco fa avere a «padre Corrado» una busta colma di richieste, «tu sai cosa devi fare». Si controlla con i parroci che siano autentiche e si invia un assegno circolare, in genere da qualche centinaio a un migliaio di euro. L´anziana di Venezia cui hanno rubato il portafogli mentre andava a comprare le medicine al marito. La persona che non riesce a pagare un mese di affitto. Ma anche la bimba di Chieti in fin di vita.

Quando il Papa lo mandò tra gli immigrati di Lampedusa portò con sé del denaro. «Ma poi mi resi conto che non era dei soldi che avevano immediato bisogno. Francesco mi chiese: che possiamo fare? E ci siamo inventati la cosa delle carte telefoniche, ne abbiamo prese 1.600...». Carità non significa solo dare qualche soldo. «Toccare nei poveri la carne di Cristo» ripete Francesco. Krajewski sospira: «Un cardinale mi ha raccontato che ogni giorno, in via della Conciliazione, dà a un povero due o tre euro. Ma io gli ho detto che per lui quelle monete sono nulla. Piuttosto, gli ho chiesto, perché non fa salire il povero a casa sua, magari lo porta in uno dei suoi tre bagni e lo lava?».

Mondiali 2014 - Prandelli: "Il mio modello è anche l´oratorio"

Mondiali 2014 - Prandelli:
Il clima che i giocatori azzurri respirano durante i ritiri a Coverciano è simile a quello di un oratorio, nel senso migliore del termine, ossia l´ambiente che ha fornito a Cesare Prandelli i fondamentali della sua esperienza sportiva. Il ct azzurro ha raccontato le sue metodologie di allenamento nel corso della presentazione della Junior Tim Cup, un torneo di calcetto per squadre Under14 oratoriali.

"Non è che io abbia trasformato Coverciano in un oratorio - ha spiegato Prandelli - ma certamente ho portato le mie esperienze e il mio vissuto. Certi episodi mi sono rimasti dentro e cercando di risolvere qualche problema ho fatto riferimento a quello che mi è capitato in prima persona, anche in oratorio. Ricordo che in oratorio c´era un responsabile di tutto come Don Vanni che osservava, guardava e preveniva. Chi faceva il bullo con Don Vanni era finito. Ti prendeva il pallone e ti cacciava, dava cartellini gialli e rossi. In oratorio si entrava solo se ci si comportava bene".

"Portare gli azzurri in ritiro anche negli oratori? - ha proseguito - Se avessi più tempo farei fare loro degli stage, piuttosto che portarli in oratorio. Su queste cose non si impone nulla, bisogna venirci solo se uno se la sente. Molti ragazzi hanno mantenuto un buon rapporto con l´oratorio. Il lunedì spesso ci vanno a giocare con i giovani, anche se non amano pubblicizzarlo. L´oratorio è il luogo ideale per migliorare dal punto di vista calcistico perché spesso si gioca in campi dissestati e con ostacoli. Parecchie squadre, negli ultimi tempi, hanno cominciato a prendere giocatori direttamente dall´oratorio perché hanno una base tecnica superiore a chi è abituato a giocare in spazi grandi. L´oratorio però è fondamentale per far capire ai ragazzi quali siano le scelte da fare".

Alluvione in Sardegna, Gabrielli: criminale l´abitabilità dei seminterrati

Alluvione in Sardegna, Gabrielli: criminale l´abitabilità dei seminterrati
Il sistema d´allerta «ha funzionato» ed ha messo in evidenza «un deficit di pianificazione» senza la quale non è possibile evitare tragedie. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli in audizione alla Camera, ricordando che nel bollettino di «criticità elevata» emesso dal Dipartimento e relativo alla Sardegna erano previsti possibili danni e possibili vittime. «Il sistema di allerta - ha aggiunto - ha un senso se c´è una pianificazione e una corretta informazione ai cittadini». «Considero criminale che si consenta l´abitabilità dei seminterrati», soprattutto in zone a rischio esondazione: perché questi sono i presupposti «che ci portano a raccattare morti in giro per l´Italia». Lo ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli nel corso di un´audizione alla Commissione Ambiente della Camera facendo il punto sull´alluvione in Sardegna. «Troppo spesso - ha aggiunto - ci troviamo qui a dirci purtroppo le stesse cose».

Intanto se entro oggi il governo non rispetterà l´impegno a inserire agevolazioni fiscali per la Sardegna, tramite una modifica dell´articolo 10 dello statuto di autonomia, nel testo di legge di stabilità, la Regione Sardegna è pronta a «sforare il patto di stabilità e liberare le risorse dal cappio ingiusto e utilizzarle finalmente per le famiglie, per le imprese e per aiugare i nostri territori a rialzarsi». Parola del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dopo che ieri sera i senatori sardi del Pd, in testa Silvio Lai, e di Sel, Luciano Uras, hanno denunciato che nella legge riscritta con un maxiemendamento del governo, manca l´attesa modifica dell´articolo 10 dello statuto sardo. Come spiegato nell´ottobre scorso dall´assessore regionale al Bilancio, Alessandra Zedda, il provvedimento, se inserito nella legge di stabilità, porterebbe alle aziende sarde risparmi per 201 milioni di euro l´anno per il pagamento dell´Irap. Inoltre, la revisione dell´articolo 10 permetterebbe alla Regione di alleggerire le accise su carburanti, benzina e gasolio. A fine ottobre la Giunta regionale aveva ottenuto l´impegno, durante un incontro con il vicepremier Angelino Alfano, a ripristinare l´agevolazione fiscale per la Sardegna, dopo che era stato cancellato l´articolo del testo che la prevedeva.

Ora il presidente Cappellacci accusa il governo di non rispettare gli impegni e annuncia azioni clamorose: «Se non dovessero arrivare risposte, siamo pronti ad andare davanti a Palazzo Chigi e stavolta non certo per sederci attorno a un tavolo ad ascoltare chiacchiere, ma per rovesciare le sedie e le poltrone su cui dormono politici e burocrati romani», annuncia Cappellacci, «e per portare alle loro orecchie l´urlo di rabbia di un popolo sardo che non può aspettare i tempi e le logiche del palazzo». «La nostra isola è allo stremo», sottolinea il presidente della Regione, che considera la mancata modifica dell´articolo 10 un «intollerabile sopruso», «non solo per gli effetti della crisi, ma anche e soprattutto per le amnesie degli inquilini dei palazzi romani, sempre più attenti ai loro collegi di appartenenza o a quelli più numerosi».

I parlamentari del Pd e di Sel, invece, sottolineano che manca un´intesa sul tema della fiscalità tra Regione e Stato, «come accaduto, invece, per il Trentino e la Valle d´Aosta, che oggi vedono riconosciute le proprie richieste». Ma secondo Lai e Uras, «la strada non è chiusa definitivamente per la Sardegna, innanzi tutto perche la legge di stabilità è solo il primo passaggio e, in secondo luogo, perché con il comma 348, le regioni a statuto speciale possono `individuare criteri e modalità per il concorso alla finanza pubblica´, attraverso accordi a concludere entro il 30 giugno 2014».

Papa Francesco colpito dalla sofferenza dei bambini

Papa Francesco colpito dalla sofferenza dei bambini
Il dolore degli innocenti, la morte dei bambini, e in la visione religiosa e atea della morte sono stati al centro della udienza generale di oggi in piazza San Pietro, durante la quale papa Francesco ha sviluppato una catechesi a partire dal Credo. "A me - ha raccontato - ha sempre colpito la domanda ´perché soffrono i bambini?, perché muoiono i bambini?´. Se viene intesa come la fine di tutto, - ha proseguito - la morte spaventa, atterrisce, si trasforma in una minaccia che spezza ogni relazione e interrompe ogni cammino. Questo - ha osservato papa Bergoglio - capita quando consideriamo la nostra vita come un tempo racchiuso tra due poli, la nascita e la morte, quando non crediamo in un orizzonte, quando si vive come se Dio non esistesse".

"Questa concezione della morte - ha commentato - è tipica del pensiero ateo, che interpreta l´esistenza come un camminare verso il nulla, ma esiste anche un ateismo pratico, che è un vivere solo per i propri interessi, solo per le cose terrene: se ci lasciamo prendere da questa visione sbagliata della morte, noi abbiamo un´altra scelta, che è quella di occultarla, negarla, banalizzarla, perché non ci faccia paura, ma a questa falsa soluzione si ribella il cuore dell´uomo, il desiderio che tutti noi abbiamo di infinito, la nostalgia che tutti noi abbiamo dell´eterno".

"Nei momenti più dolorosi della nostra vita, - ha detto - quando abbiamo perso una persona cara, i genitori, un amico, un figlio, ci accorgiamo che anche lacerati, e nel cuore del distacco, che non può essere tutto finito, che il bene non è stato inutile, c´è un istinto potente dentro noi che ci dice che la nostra vita non finisce con la morte".

Questa "sete di vita", ha osservato il Pontefice, "ha trovato risposta nella resurrezione di Cristo, che non dà solo certezza della resurrezione, ma illumina anche il mistero della morte: se vivremo con Gesù, uniti a lui, saremo capaci di affrontare anche il passaggio della morte".

"Se la mia vita è stata di fiducia nel Signore - ha affermato il Papa - sarò pronto a accettare la morte come definitivo abbandono nelle sue mani confidenti, in attesa di contemplare faccia a faccia il suo volto, e questo è il più bello che può accaderci. Vedere come è bello questo volto, - ha aggiunto - pieno di luce, di amore, di tenerezza".

"Andiamo fino a questo punto: - ha detto - pregare il Signore, essere sempre pronti, vigilanti, sapendo che la vita in questo mondo ci è data anche per preparare l´altra vita, quella con il Padre celeste, prepararsi alla morte stando vicino a Gesù questa è la sicurezza". Dopo aver chiesto come si sta vicini a Gesù, il Pontefice ha spiegato che lo si fa non solo con i sacramenti e la preghiera, ma anche "con la con la pratica della carità: Lui stesso - ha spiegato - si è identificato con poveri e sofferenti nella parabola del giudizio finale".

Quindi, ha concluso, una "via sicura" per stare vicino a Gesù è essere "solidali con coloro che soffrono" e "recuperare il senso della carità cristiana e della condivisione fraterna, prenderci cura delle piaghe corporali e spirituali del nostro prossimo. La solidarietà nel compatire il dolore e ricevere speranza - ha detto - è condizione per ricevere in eredità quel Regno" e "chi pratica la misericordia non teme la morte".

Una Chiesa dalle porte aperte

Una Chiesa dalle porte aperte
"La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù": inizia così l´Esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", pubblicata oggi, con cui Papa Francesco sviluppa il tema dell´annuncio del Vangelo nel mondo attuale, raccogliendo, tra l´altro, il contributo dei lavori del Sinodo che si è svolto in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede".

Con questa Esortazione, il Papa indica alcune "vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni". Ne segnaliamo cinque. Innanzitutto, intende avviare "una nuova tappa evangelizzatrice" caratterizzata dalla gioia. E´ un accorato appello a tutti i battezzati perché con nuovo fervore e dinamismo portino agli altri l´amore di Gesù che sperimentano nella loro vita, la gioia e la bellezza della sua amicizia, in uno "stato permanente di missione". I cristiani sono chiamati ad essere "evangelizzatori con Spirito" che "pregano e lavorano": sulla loro bocca deve risuonare il primo annuncio o `kerygma´: "Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti".

Secondo punto: rinnovamento con creatività e audacia, a partire dal recupero della "freschezza originale del Vangelo". Occorre "una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno", e una "riforma delle strutture" ecclesiali perché "diventino tutte più missionarie". Il Pontefice pensa anche ad "una conversione del papato" sulla via di una maggiore collegialità e di una "salutare decentralizzazione". Bisogna trovare "nuove strade" e "metodi creativi", non avere paura di rivedere consuetudini e norme della Chiesa che non sono "direttamente legate al nucleo del Vangelo, alcune molto radicate nel corso della storia". Sottolinea la necessità di far crescere la responsabilità dei laici, tenuti "al margine delle decisioni" da "un eccessivo clericalismo", e di allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa", in particolare "nei diversi luoghi dove vengono prese le decisioni importanti".

Terzo punto: una Chiesa aperta, accogliente e misericordiosa. Il Papa invita la Chiesa ad avere "le porte aperte". La Chiesa è il luogo della misericordia non della condanna, perché Dio non si stanca mai di perdonare. "Nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi". Così, l´Eucaristia "non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia. Di frequente ci comportiamo come controllori della grazia e non come facilitatori. La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c´è posto per ciascuno con la sua vita faticosa". Papa Francesco ribadisce di preferire una Chiesa "ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa ... rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti. Se qualcosa deve santamente inquietarci ... è che tanti nostri fratelli vivono" senza l´amicizia di Gesù. L´annuncio del Vangelo deve avere caratteristiche positive: vicinanza, rispetto, compassione, pazienza per la fatica di un cammino di maturazione. Anche le omelie dei sacerdoti devono rifuggire da una "predicazione puramente moralista o indottrinante" ed essere positive per non lasciare "prigionieri della negatività", ma offrire "sempre speranza", riuscendo a dire "parole che fanno ardere i cuori".

Quarto punto. Il dialogo e l´incontro: con gli altri cristiani (l´ecumenismo è "una via imprescindibile dell´evangelizzazione"), con le altre religioni ("condizione necessaria per la pace nel mondo") e con i non credenti. Il dialogo va condotto "con un´identità chiara e gioiosa": non oscura l´evangelizzazione. In particolare, il Papa osserva che "in quest´epoca acquista notevole importanza la relazione" con i musulmani. Implora "umilmente" i Paesi di tradizione islamica perché garantiscano la libertà religiosa ai cristiani, anche "tenendo conto della libertà che i credenti dell´Islam godono nei Paesi occidentali!". Contro il tentativo di privatizzare le religioni, afferma che "il rispetto dovuto alle minoranze di agnostici o di non credenti" non deve mettere "a tacere le convinzioni di maggioranze credenti".

Quinto punto. La Chiesa sia voce profetica, capace di parlare "con audacia ... anche controcorrente". Ribadisce l´opzione della Chiesa per i poveri. Il Papa chiede "una Chiesa povera per i poveri". Denuncia l´attuale sistema economico che "è ingiusto alla radice". "Questa economia uccide" perché prevale la "legge del più forte". L´attuale cultura dello "scarto" ha creato "qualcosa di nuovo": "gli esclusi non sono `sfruttati´ ma rifiuti, `avanzi´"."Prego il Signore che ci regali più politici che abbiano davvero a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri!". Le comunità cristiane che si dimenticano dei poveri sono destinate alla dissoluzione. "Tra questi deboli di cui la Chiesa vuole prendersi cura" ci sono "i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti ... Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana". La famiglia - prosegue il Papa - "attraversa una crisi culturale profonda" che "favorisce uno stile di vita ... che snatura i vincoli familiari". Denuncia le "nuove situazioni di persecuzione dei cristiani".

L´Esortazione si conclude con una preghiera a Maria "Madre dell´Evangelizzazione". Guardando alla Madre di Dio "torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell´affetto".
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