“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
venerdì 28 aprile 2017 - S. Valeria vergine
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Caro San Francesco Ti supplico aiutami affinché la mia situazione lavorativa prenda una direzione diversa; invoco il Tuo Patrocinio affinché le forze del male non prevalgano sul male che dilaga nel mio posto di lavoro. Ti prego aiutami. silvana     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per la famiglia di nostra figlia.Aiutali a vivere con l’amore e la fede. Grazie per il tuo amore.     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per nostro figlio. Attraversa un periodo molto difficile. Da che non si allontani dalla fede e che possa guardare al futuro con più fiducia e serenità. Grazie per il tuo amore.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlio. Attraversa un momento molto difficile della sua vita e noi con lui. Ha tanto bisogno dell’amore di Dio e di non allontanarsi dalla fede. Ti prego di intercedere per lui. GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlia e la sua famiglia. Fai sì che lo Spirito Santo dimori nella loro casa e che la loro unione si rafforzi sempre di più . GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     San Francesco, intercedi per me presso il Padre, affinchè anche io possa avere una mia famiglia
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Privatizzazioni, Letta annuncia piano da 12 miliardi. Sul mercato Eni e Fincantieri

Privatizzazioni, Letta annuncia piano da 12 miliardi. Sul mercato Eni e Fincantieri
Enrico Letta annuncia il piano di privatizzazioni per battere cassa. "Complessivamente questa operazione di cessione di quote societarie dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro nelle casse dello Stato", ha dichiarato il premier, "di cui la metà andrà a ridurre il debito nel 2014 e il resto a ricapitalizzazione della Cassa depositi e prestiti".

Le prime dismissioni riguardano una partecipazione di controllo di Sace e Grandi Stazioni (partecipata al 59,99% dalle Ferrovie dello Stato Italiane), poi quote non di maggioranza di Enav, Stm, Fincantieri e Cdp Reti. Letta ha anche annunciato il via libera all´operazione di cessione di un pacchetto del 3% di Eni, che "ci consente di mobilizzare 2 miliardi senza scendere sotto il 30%" e senza dunque perdere il controllo della società. Il ministro dell´Economia, Fabrizio Saccomanni, ha poi aggiunto alcuni dettagli, facendo sapere che sul mercato andranno una quota del 60% di Sace e Grandi Stazioni. Per Enav e Fincantieri si tratta del 40%, mentre "nel complesso delle privatizzazioni che riguarderanno le reti in mano alla Cdp saremo nell´ordine del 50%".

Il premier ha avvertito infine che il programma di privatizzazioni è "finalizzato a dare una prima risposta al tema di avere nel 2014 non solo il deficit sotto controllo ma che il debilito pubblico inizi un percorso di discesa dopo cinque anni di salita". E ha ricordato che "ci sarà anche un secondo pacchetto di privatizzazioni che, più in avanti, sarà da "negoziare". Il secondo turno, secondo le indiscrezioni della stampa, potrebbe riguardare le Poste e le Ferrovie. La strada più probabile da percorrere, in questo caso, sarebbe la quotazione in Borsa delle società o soltanto di una parte, che nel caso di Fs sarebbe il Frecciarossa, ovvero l´alta velocità.

Duri i primi commenti alle parole di Letta. "Proprio io, che sono un liberale, un privatizzatore, un fautore della riduzione della presenza pubblica in ogni ambito, dico però che gli annunci odierni del governo assomigliano a una operazione da disperati, simile a chi vende un pezzo d´argenteria di casa per pagare gli usurai", commenta senza mezzi termini il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone.

Ma è proprio con le privatizzazioni che nei giorni scorsi, rispondendo alla bocciatura della Legge di stabilità da parte di Bruxelles, il governo italiano si era impegnato a mettere a posto i conti. "Diversi miliardi sono attesi dalla revisione della spesa pubblica e dal programma di dismissioni", aveva dichiarato nei giorni scorsi il ministro Saccomanni, promettendo "un colpo d´ali" sul tema.

E, mentre l´esecutivo batte cassa con le privatizzazioni, il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, promette tagli su tutti i fronti. "La spending review non riguarderà solo le pensioni d´oro, ma a che quelle d´argento", spiega in un´intervista al Corriere della Sera, sottolineando che "l´Italia ha fatto un´ottima riforma (la riforma Fornero, ndr) che assicura la riduzione dei flussi di spesa per i prossimi vent´anni". E anche gli organi costituzionali "avranno la volontà di fare la loro revisione di spesa", aggiunge, "se lo fa tutta la pubblica amministrazione non vedo perché non debbono farla".

Greenpeace, scarcerato Cristian d´Alessandro «Il blitz? Sì, lo rifarei»

Greenpeace, scarcerato Cristian d´Alessandro «Il blitz? Sì, lo rifarei»
Il blitz? «Sì, lo rifarei». Cristian D´Alessandro, uno dei 30 attivisti di Greenpeace detenuto in Russia per il blitz a una piattaforma petrolifera di Gazprom, avrebbe risposto così ai cronisti che lo attendevano all´uscita dal carcere. «Sto assaporando la libertà», avrebbe detto al padre Aristide, raggiunto al telefono. Anche se non è ancora chiaro se per l´attivista«sarà possibile rimpatriare o dovrà rimanere in Russia», ha spiegato l´associazione ambientalista.

La scarcerazione era stata concessa martedì scorso dal tribunale di San Pietroburgo dietro il pagamento di una cauzione di 2 milioni di rubli, circa 45 mila euro. Una cifra che - ha reso noto l´Ong - è stata pagata con i fondi di Greenpeace International.

«Siamo sollevati, ma non stiamo festeggiando», ha detto il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio. Il problema infatti è che tutti gli attivisti «sono ancora accusati di vandalismo, un crimine molto serio che non hanno commesso, e rischiano anni di carcere». Gli Arctic30 saranno liberi solo «quando cadranno le accuse ingiuste anche l´ultimo di loro sarà tornato a casa dalla propria famiglia».

«Dopo la sofferenza degli ultimi due mesi c´è finalmente gioia», ha detto il padre di Cristian, «anche se sarà completa solo quando ci sarà l´assoluzione definitiva». Anche se l´uomo ha colto «segnali di disgelo» in una vicenda «partita malissimo. «Ora - aggiunge - speriamo che la Russia rinsavisca e si renda conto che questi ragazzi sono innocenti».

Alluvione in Sardegna, è strage: 16 morti

Alluvione in Sardegna, è strage: 16 morti
Sono 16 i morti - fra i quali 4 bambini - per il ciclone «Cleopatra», che ha messo la Sardegna in ginocchio. Una persona risulta ancora dispersa. L´altro di cui non si avevano notizie, un allevatore di Torpè, è stato trovato nel pomeriggio. Gli evacuati sono 2.737. La parte più colpita dell´isola è quella centrale e settentrionale, in particolare la zona di Olbia, dove le vittime sono 13. Due i morti accertati a Nuoro e uno a Oristano.

Ci sono ancora situazioni a rischio. Le criticità principali a Torpè, dove sono state evacuate 500 persone e nel centro di Olbia. Monitorate due dighe: Maccheronis e fiume Cedrino. Grande dispiegamento di soccorsi, con vigili del fuoco, forze dell´ordine, militari e volontari.

Il Consiglio dei ministri, convocato d´urgenza, ha «dichiarato lo stato di emergenza. Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arrivato sull´isola, ha detto che «sulla Sardegna sono caduti 440 millimetri in 24 ore, la quantità di pioggia che nel nostro Paese arriva in sei mesi». Il premier Enrico Letta ha parlato di «tragedia nazionale» annunciando uno «stanziamento immediato per l´emergenza di 20 milioni di euro». All´una di oggi verrà convocato il comitato operativo della Protezione civile, per fare il punto sulla situazione.

Morta la scrittrice Doris Lessing

Morta la scrittrice Doris Lessing
E´ morta a 94 anni la scrittrice Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007. Doris Lessing fu autrice di oltre 50 romanzi. Il suo editore, Harper Collins, precisa che è morta serenamente questa mattina.

Tra le sue circa 50 opere `L´erba canta´ del 1050, `Il taccuino d´oro´ del 1962, `Sotto la pelle´ del 1994, `Il senso della memoria´ del 2006.

Nata da genitori inglesi con il nome di Doris May Taylo in Iran nel 1919, si trasferì bambina nella Rhodesia meridionale, oggi Zimbabwe. Studiò in un convento, poi in una scuola femminile, ma a 15 anni lasciò gli istituti per continuare gli stud da autodidatta. Nella vita adulta ha vissuto per mezzo secolo a Londra, si è sposata due volte, divorziando da entrambi i mariti, e ha avuto ha tre figli. Il cognome Lessing è quello del secondo marito, il tedesco Gottfried Lessing.

Ha ricevuto il premio Nobel nel 2007, undicesima donna a esserne insignita, battendo l´americano Philip Roth. Ai giornalisti in quell´occasione, ricorda il Guardian, commentò: "Ho 88 anni e non possono dare il Nobel a un morto, quindi penso che probabilmente abbiano pensato fosse meglio darmelo prima che io fossi fuori gioco". La motivazione del premio la definiva una "cantrice dell´esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa".

Google sarà la nostra ombra: un´app traccerà gli spostamenti degli utenti a fini commerciali

Google sarà la nostra ombra: un´app traccerà gli spostamenti degli utenti a fini commerciali
Per una storia simile qualche tempo fa Apple passò per le forche caudine della stampa mondiale. Al tempo la colpa venne data a un bug del sistema operativo, successivamente risolto. Ma se il progetto di Google di cui si apprende attraverso indiscrezioni industriali dovesse trasformarsi in realtà, lo scenario potrebbe ripresentarsi uguale se non amplificato per Big G. Ma quale scenario esattamente?

Secondo ricostruzioni di fonti interne all´industria, Google starebbe sperimentando un sistema di tracciatura globale della posizione dei suoi utenti in relazione alle attività commerciali. Connettendo quello che si fa online con la vita reale, con l´obbiettivo di verificare se un annuncio apparso sullo smartphone quando si cerca un prodotto o un servizio porta poi l´utente a visitare effettivamente i posti segnalati. Nulla di male se il servizio si rivelasse basato su una dettagliata possibilità di opzione rispetto a quali dati di posizione comunicare a Google. Ma un problema potrebbe sorgere nel momento in cui l´utente non fosse effettivamente consapevole di comunicare dati di questo tipo. E senza distinzione di dispositivi: il sistema funzionerebbe sia su Android che iOS. E il conflitto di visioni sarebbe quantomeno da rivedere.

In realtà già ora Google raccoglie dati di posizione degli utenti, dal momento in cui questi attivano la localizzazione geografica nelle proprie app o sui propri dispositivi. L´aggiunta della verifica commerciale fornirebbe una serie di informazioni rilevanti in più, che andrebbero a toccare la corrispondenza tra prodotti cercati online e poi fisicamente, necessità di prodotti, tempi di ricerca e scelta. Elementi che incrociati possono fornire un quadro sempre più preciso della "identità commerciale" di un individuo e su cui potrebbe sollevarsi un vespaio di polemiche. Perché l´efficienza degli annunci personalizzati è una merce dal valore considerevole. E anche se l´azienda si dichiara sempre fedele al suo motto "Non essere cattivo" (Don´t be evil) e questo sarebbe un monitoraggio che essenzialmente servirebbe a Google per perfezionare i suoi algoritmi, Google potrebbe andare incontro a richieste di esplicitazione massima di questa funzionalità. Che in ogni caso comporterebbe, anche se a iscrizione volontaria, una cospicua deroga alla propria privacy. Un concetto che nell´era digitale sta ovviamente allargando i confini, ma ancora sensibile a manovre brusche.

Anche a Roma si cancella Mamma e Papà

Anche a Roma si cancella Mamma e Papà
Lo scrittore cattolico Gilbert K. Chesterton diceva che «verranno attizzati fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Ecco, ci siamo. E la scuola italiana sembra diventato il luogo ideale per operazioni ideologiche di questo tipo dove la più bella esperienza umana - dire mamma e papà - viene sacrificata sull´altare del politicamente corretto. Il pretesto, ça va sans dire, è sempre lo stesso: scongiurare il pericolo di potenziali discriminazioni. Ma di buone intenzioni, si sa, è lastricata la strada dell´inferno.

Così, allo storico liceo classico Mamiani, uno degli istituti simbolo del ´68 a Roma e che vanta tra i suoi alunni il Nobel Emilio Segrè, i fratelli Muccino, Altiero Spinelli e Nicola Piovani, tanto per fare qualche nome, sul libretto delle giustificazioni degli studenti spariscono "padre" e "madre" per far posto a "genitore 1" e "genitore 2". Non è la prima volta. Proposte analoghe sono state presentate a Bologna e Venezia e rilanciate anche dal ministro Kyenge.

A cambiare la dicitura ci ha pensato la preside dell´istituto, Tiziana Sallusti, che replica alle critiche che piovono, soprattutto dal centrodestra: «"Genitore 1" e "Genitore 2" non vuole essere un´offesa a nessuno, sia ben chiaro, meno che mai alla famiglia. Non c´è nulla di più prezioso di una madre e di un padre, ma non si può fare finta di non vedere che oramai più della metà dei nostri studenti vive in famiglie allargate, dove uno dei due non è il genitore naturale, ma si prende cura del ragazzo come se lo fosse. Ecco perché nel libretto delle giustificazioni c´è scritto "Genitore 1", "Genitore 2". È stato semplicemente naturale, anche perché è una richiesta che ci viene dalle famiglie. La scuola deve rispettare tutti i tipi di famiglia, se è naturale ben venga, ma se ci sono dei genitori separati e risposati, di questo la scuola non può non tenere conto». E, da persona abituata a gestire cose pratiche «a scuola e nella vita», la preside fa un esempio: «Quando uno studente si ammala e vuole andare a casa, se a prenderlo arriva il nuovo compagno della madre, dopo aver correttamente lasciato in segreteria gli estremi di un documento e che a tutti gli effetti, insieme alla madre, si occupa del ragazzo, non bisogna lasciarglielo portare via?».

Insomma l´importante per la scuola è che chi firma la giustificazione si ala stessa persona che ha depositato la firma in segreteria. Ma c´è chi in questa piccola rivoluzione vede una minaccia al tradizionale assetto della famiglia. Federico Iadicicco, membro della costituente regionale di Fratelli d´Italia, tuona contro il provvedimento e lo definisce una «boutade propagandistica». A lui fa eco il capogruppo del Pdl capitolino, Sveva Belviso: «Si tratta di una ridicola carnevalata arrivata in anticipo sulla stagione». E di «idiozia ideologica» parla su Twitter il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d´Italia, Fabio Rampelli.

Plaude invece all´inizativa Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: «La decisione del liceo Mamiani di sostituire sui libretti degli studenti la dicitura "genitore 1″ e "genitore 2″ invece di padre e madre è molto positiva e va nella direzione giusta anche per non discriminare i genitori gay e lesbiche. Ora questa decisione deve essere d´esempio affinché diventi una regola a livello nazionale valida per tutte le scuole e serva per lottare contro le discriminazioni verso tutte quelle forme di famiglia che esistono nella società».

Le critiche di cui la preside Sallusti si meraviglia: «Se la famiglia è naturale, tanto meglio. Ma si deve tenere conto di ogni situazione. E all´atto di iscrizione, questo viene scrupolosamente fatto. Invece di fare critiche - tuona - i politici dovrebbero occuparsi di fare politiche davvero a sostegno della famiglia». Ma cos´è una famiglia? «Chi vive sotto lo stesso tetto prendendosi cura l´uno dell´altro», ha detto la preside. «Ai ragazzi, quando sono amati, queste quisquilie interessano poco».

Nella polemica sono intervenuti anche deputati di Scelta Civica Paola Binetti e Gian Luigi Gigli. «La presidenza», hanno scritto in una nota, «ha addotto come giustificazione per questa operazione, tutt´altro che banale o irrilevante, i cambiamenti sociali avvenuti in questi anni nel modello famiglia. Il che implica che al Mamiani vi è ormai la comune convinzione che il ruolo del padre e della madre siano sostanzialmente irrilevanti e che pertanto le loro specificità non vadano tutelate. Ma, trattandosi di uno dei licei classici di più antica tradizione nella città, stupisce che il cambiamento dei termini non abbia sollevato un forte e intenso dibattito sul valore delle parole, dei ruoli e della loro interazione»

Le Mamme delle Baby Squillo

Le Mamme delle Baby Squillo
Cento euro, quattro grammi di cocaina e il rimborso del taxi per un rapporto sessuale: questo è quanto vale la dignità e la vita di una ragazzina. Almeno nello squallido panorama emerso in seguito allo scandalo delle baby prostitute dei Parioli, quartiere bene di Roma. La cronaca è ormai sin troppo nota: le due amiche di 14 e 16 anni si prostituivano, protette da un uomo adulto che ne gestiva gli spostamenti, gli incontri e gli introiti. Negando loro la possibilità di avere la vita che deve vivere una ragazzina della loro età e calpestando tutti i loro diritti trascinandole in un girone infernale le cui descrizione, sin troppo dettagliate apparse sui giornali, fanno venire i brividi.

E in questa ormai ormai tristemente nota vicenda delle baby prostitute, che probabilmente è solo la punta dell´iceberg di un giro più ampio e drammatico, c´è un particolare, un personaggio che rende la vicenda ancora più dolorosa e scioccante. Se è infatti vero che la storia è venuta a galla perché una madre ha cominciato a capire che c´era qualcosa che non andava nel comportamento della figlia, dall´altra c´è una madre che sembra fosse a conoscenza dell´attività della figlia e che ne approfittasse lei stessa.

Impossibile da credere. Un pugno nello stomaco per chiunque, per chi è figlio e per chi è genitore, pensare che ci possano essere persone capaci di mettere al mondo dei figli e poi di non farsi scrupoli nel renderli oggetti e merce di scambio. Tenendo presente che non stiamo parlando di un ambiente di degrado economico, se la persona che più di ogni altra dovrebbe essere la tua guida, il tuo abbraccio sicuro, la tua ancora di salvezza, la tua sicurezza nei momenti di sconforto, la tua dispensatrice di felicità, diventa invece la tua sfruttatrice, significa che davvero qualcosa sta morendo.

Non ci resta che la speranza che queste ragazze possano incontrare nelle loro vita che è solo all´inizio e che è cominciata così male degli adulti capaci non solo di amarle, rispettarle ma soprattutto di insegnare loro ad amare e rispettare sé stesse.

Venerdì 15 sciopero generale Fermi per quattro ore autobus, mezzi e treni

Venerdì 15 sciopero generale Fermi per quattro ore autobus, mezzi e treni
Venerdì sciopero generale di quattro ore. A proclamarlo i sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil. Nel mirino della mobilitazione, i cui contenuti sono stati illustrati ieri mattina nella sede della Cisl di via Tadino, ci sono la legge di stabilità e la politica di bilancio del Comune di Milano. Lo sciopero ha come parole d´ordine il lavoro, lo sviluppo economico e il sociale.

A Milano è previsto un corteo da via Palestro a piazza della Scala, dove si terranno i comizi conclusivi. Le proteste si muovono su due piani, quello locale e quello nazionale, come spiega Danilo Galvagni, segretario generale di Cisl Milano Metropoli: «Non c´è molta distinzione tra la lotta a livello nazionale e quella della città. Qui abbiamo Sea, e A2A, a livello nazionale c´è la questione Alitalia. Non basta poi essere rassicurati sull´impegno delle risorse, noi vogliamo essere partecipi di come le amministrazioni scelgono di impiegare i pochi soldi che ci sono. Al Comune chiediamo non solo di discutere il bilancio del 2013 ma anche di chiarire quali sono le voci di spesa per l´anno prossimo». Per la Cisl la priorità sembra essere l´impiego certo e coerente delle risorse: «Bisogna valutare le effettive esigenze della popolazione, che a livello locale risulta la questione fondamentale. Vogliamo un censimento delle agevolazioni, perché spesso a fronte di finanziamento a pioggia, c´è che ricade in multiple esenzioni, e chi non ha niente».

In vista della mobilitazione di venerdì 15 novembre, le diverse categorie che aderiscono incroceranno le braccia in orari diversi. Per la scuola sono previsti stop alla prima e ultima ora (non si possono avere scioperi di ore consecutivi) e si articoleranno a seconda delle adesioni degli istituti al tempo pieno o meno. I mezzi pubblici a Milano saranno a singhiozzo dalle 18 alle 22 per permettere una massiccia adesione alle manifestazioni durante il giorno. La Pubblica amministrazione e il commercio annunciano invece stop nelle prime 4 ore lavorative.

Le organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTrasporti della Lombardia aderiranno ad uno sciopero generale unitario, proclamato dalle OO.SS CGIL - CISL e UIL, di 4 ore, dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Di conseguenza il servizio offerto da Trenord potrà subire ritardi, variazioni di percorso e cancellazioni. Saranno possibili ripercussioni sia prima dell´inizio dello sciopero che dopo la sua conclusione.

Riecco il sito razzista Stormfront Nel mirino anche Roberto Saviano, perquisizioni in tutta Italia

Riecco il sito razzista Stormfront Nel mirino anche Roberto Saviano, perquisizioni in tutta Italia
Sono trentacinque le perquisizioni eseguite da stamattina all´alba dalla polizia di Roma, nei confronti di altrettante persone in tutta Italia, per identificare nuovi componenti e autori di un nuovo forum nazista sulla scia di "Stormfront", il sito dai contenuti razzisti già oscurato nel novembre scorso. Si tratta di persone residenti in 22 diverse province italiane, tra cui la Capitale e Milano, accusate della diffusione sulla rete di idee fondate sull´odio razziale ed etnico e di incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici.

Nel mirino della sezione italiane del forum ci sono anche lo scrittore Roberto Saviano, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicoli e Carla Di Veroli, già assessore alle politiche culturali,giovanili e pari opportunità di un municipio di Roma. In particolare, le indagini si sono concentrate sull´ identificazione degli autori della diffusione sulla rete internet, attraverso canali di condivisione video, di un filmato, «Il nemico occulto - un documentario sulla questione ebraica», realizzato da utenti della sezione italiana di«Stormfront», dai contenuti antisemiti. Il video riproduce immagini con lo scopo di accusare gli «ebrei» della crisi economica mondiale, indicando alcuni di loro come titolari di ruoli di apicali all´interno di banche ed altre istituzioni.

I «post» sono stati pubblicati da utenti che usano pseudonimi, alcuni dei quali evocano chiaramente una cultura della discriminazione.

Stormfront è un forum di discussione su internet, che dà espressione a posizioni di nazionalismo bianco, supremazia bianca, antisemitismo e neonazismo. Viene indicato come il più grande sito d´odio presente su internet Il sito va on line nei primi anni novanta e nel 1995 diviene il sito web di riferimento dell´ex-leader del Ku Klux Klan, Don Black. Riceve l´attenzione dei media statunitensi nel 2000 dopo essere diventato il soggetto principale di un documentario denominato Hate.com.

L´indagine fa seguito all´operazione «Stormfront» dell novembre 2012 conclusa con l´arresto di quattro persone, tra cui Daniele Scarpino promotore dell´associazione e moderatore del forum, Diego Masi e Luca Ciampaglia, moderatori del forum, e Mirko Viola, utente del forum particolarmente attivo nella pubblicazione di post «tematici». Il processo relativo alla prima indagine si è concluso, per i quattro arrestati, con la condanna a pene che variano da 3 anni a 2 anni e 6 mesi di reclusione.

L´attivismo dei quattro aveva portato anche a pubblicare on line la «lista di ebrei italiani» o di «delinquenti italiani», ovvero «quelli che favoriscono gli immigrati». Tra loro l´ex ministro Andrea Riccardi, l´ex presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici definito «il grande inquisitore», giornalisti come Gad Lerner, Maurizio Costanzo o Alain Elkan, Carlo De Benedetti e Franco Bernabe´, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e anche magistrati.

Le indagini hanno anche portato in evidenza il rapporto di filiazione e dipendenza gerarchica che legava la Sezione italiana al forum internazionale, fondato da Stephen Donald Black, un estremista legato al Klu Klux Klan. Tra gli altri progetti, la traduzione di un libro che inneggia all´eccidio di immigrati ebrei, «The Turner Diaries», bandito in molti Paesi, e la produzione di volantini e materiali di propaganda.

Disoccupazione under25 Letta: incubo nazionale

Disoccupazione under25 Letta: incubo nazionale
Roma ospiterà un vertice sulla disoccupazione giovanile. Lo hanno stabilito i leader di Germania e Francia, Hollande e Merkel, recependo una proposta del premier italiano Enrico Letta. L´annuncio è stato dato durante il summit in corso in questi giorni a Parigi, dedicato a un fenomeno in preoccupante crescita. In Europa la disoccupazione dei minori di 25 anni ha superato il 23 per cento, pari a 5,6 milioni di giovani.

I DATI - Nella classifica degli Stati maggiormente penalizzati dalla disoccupazione under 25, l´Italia è quarta (con il 40,4%) dietro a Spagna (56,5%), Croazia (52,8%), Cipro (43,9%). Tuttavia, in Italia, a differenza degli altri tre Paesi, il trend a settembre continua a salire. Anche in Grecia la disoccupazione è molto alta, ma l´ultimo dato disponibile è luglio (57,3%). Le meno colpite sono Germania (7,7%) e Austria (8,7%). Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al mese di settembre, in totale in Europa sono 5.584.000 i giovani disoccupati, di cui 3.548.000 nella zona euro.

«La disoccupazione dei giovani è il grande incubo che ci portiamo dietro da questa crisi», ha detto Letta lasciando Parigi: «Incubo nazionale ma anche grande tema europeo, quindi credo che questa occasione (il prossimo vertice di Roma, ndr) dobbiamo sfruttarla al massimo, a partire dalle conclusioni di questa conferenza», ha detto Letta, sottolineando che c´è bisogno di dare «un´accelerazione» a «molte decisioni che sono state prese» in materia di disoccupazione giovanile. «Credo che dobbiamo assolutamente cogliere quest´occasione».
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