“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell´indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.”
“La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.”
“Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramenti.”
“Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano”
lunedì 22 maggio 2017 - S. Rita da Cascia
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San Francesco ricorro a Te per pregarti di intercedere per mio fratello per una totale guarigione e che venga liberato dal cancro che non si formino metastasi fagli sentire la presenza degli Angeli a che il Signore guidi chi opererà     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco Ti supplico aiutami affinché la mia situazione lavorativa prenda una direzione diversa; invoco il Tuo Patrocinio affinché le forze del male non prevalgano sul male che dilaga nel mio posto di lavoro. Ti prego aiutami. silvana     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per la famiglia di nostra figlia.Aiutali a vivere con l’amore e la fede. Grazie per il tuo amore.     •     Caro San Francesco ti prego di intercedere per nostro figlio. Attraversa un periodo molto difficile. Da che non si allontani dalla fede e che possa guardare al futuro con più fiducia e serenità. Grazie per il tuo amore.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlio. Attraversa un momento molto difficile della sua vita e noi con lui. Ha tanto bisogno dell’amore di Dio e di non allontanarsi dalla fede. Ti prego di intercedere per lui. GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     Carissimo San Francesco aiuta e proteggi nostra figlia e la sua famiglia. Fai sì che lo Spirito Santo dimori nella loro casa e che la loro unione si rafforzi sempre di più . GRAZIE PER IL TUO AMORE.     •     CARISSIMO SANTO PROTEGGI E PREGA PER ME E I MIEI CARI. GRAZIE PER IL TUO AMORE SILVIO IENGO
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Festival Francescano 2014

Festival Francescano 2014
Liberi nella gioia! È questo il messaggio che lancia la sesta edizione di Festival Francescano, la manifestazione organizzata dal Movimento Francescano dell’Emilia-Romagna in programma a Rimini dal 26 al 28 settembre 2014. Il Festival, al quale collaborano il Movimento Francescano Italiano e le istituzioni locali, è oramai affermato come uno dei principali eventi del panorama nazionale, per il suo modo di affrontare e attualizzare i temi legati alla spiritualità.

Di ampio respiro e ricco di sfaccettature il programma sulla riflessione, profondamente francescana, della ”vera e perfetta letizia”, in un contesto generale sempre più caratterizzato dal sentimento di sfiducia e di crisi economica, di valori, di relazioni… Afferma il direttore fra Giordano Ferri: ”La parola stessa, Festival, richiama il concetto di festa, ferie e felicità. A noi di Festival Francescano è sembrata una suggestione da cogliere senza indugi, quella di riflettere sul tema della gioia nell’ultima edizione a Rimini, città della festa per antonomasia”. Continua il presidente fra Alessandro Caspoli: ”Il Festival 2014 sarà l’occasione per farci guidare dal Creatore della gioia e condividere questo atteggiamento di positività con tutte le Sue creature”. Tra gli ospiti, spicca il nome di Luis Antonio Tagle, cardinale considerato da molti il ”Wojtyla delle Filippine” per il suo carisma pastorale (domenica 28, ore 17). Nello stile del Festival, non mancano le voci che arrivano dal mondo dell’arte e della poesia. Ecco allora il nome di Davide Rondoni (sabato 27, ore 9.30), il quale esplorerà le infinite suggestioni evocate dal concetto di letizia. Relatori illustri arrivano anche dal mondo accademico, come il noto filosofo Salvatore Natoli che dialogherà con Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore della Fondazione Maimonide (domenica 28, ore 15).

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno, tornano i workshop che permettono di approfondire il tema in maniera più intima. I laboratori sono guidati da pedagogisti, giornalisti, scrittori, psicologi, religiosi e... ”cuochi”, come fra Francesco Del Grosso, volto noto di tv 2000 per la sua trasmissione ”Quel che passa il convento”. Del resto alla convivialità, intesa come ”il semplice star bene assieme”, viene dedicata tutta la serata di venerdì 26 con una cena nel suggestivo scenario di Borgo san Giuliano, quartiere di Rimini ricco di fascino (su prenotazione). E per animare le piazze nello stile di Francesco, il sabato sera non potevano mancare i moderni ”giullari”: i buskers! Confermato il tradizionale programma di spiritualità, con l’adorazione eucaristica presso il Monastero delle Clarisse e i religiosi a disposizione per dialogo e confessioni in piazza Tre Martiri. Nell’anno della canonizzazione, saranno esposte le reliquie di Amato Ronconi (1225 - 1292 ca), terziario francescano proveniente dal riminese.

Cogliamo l’invito di Papa Francesco a: ”Prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare”, poiché: ”La Chiesa in uscita è una Chiesa con le porte aperte”. ”Molte volte è meglio rallentare il passo, mettere da parte l’ansietà per guardare negli occhi e ascoltare, o rinunciare alle urgenze per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada” (EG 24; 46). Con il patrocinio di: Comune e Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna, Progetto Culturale CEI, Diocesi di Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Università di Bologna. Con il sostegno di: Landi Renzo, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Cattolica assicurazioni.

È possibile consultare e scaricare il programma completo in questa pagina: http://www.festivalfrancescano.it/

Papa: ”L’amore vero non ha limiti”

Papa: ”L’amore vero non ha limiti”
Papa Francesco ha voluto annunciare oggi che “accogliendo l’invito dei Vescovi e delle autorità civili albanesi”, si recherà a Tirana nella giornata di domenica 21 settembre prossimo. “Con questo breve viaggio - ha spiegato - desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento ad un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato”.

CRISTIANI CHE SI ODIANO E’ UNA CONTRADDIZIONE - “E’ una contraddizione pensare a cristiani che si odiano, questo non è possibile”. Papa Francesco ha voluto ricordarlo nel breve discorso che ha preceduto l’Angelus di oggi. “Tutti - ha spiegato - siamo chiamati a testimoniare ed annunciare il messaggio che ‘Dio è amore’, che Dio non è lontano o insensibile alle nostre vicende umane”. Dio, ha assicurato, “ci è vicino, è sempre al nostro fianco, cammina con noi per condividere le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre speranze e le nostre fatiche. Ci ama a tal punto che si è fatto carne, è venuto nel mondo non per giudicarlo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Gesù”.

L’AMORE VERO E’ SENZA LIMITI, MA SA LIMITARSI - “L’amore vero è senza limiti, ma sa limitarsi, per andare incontro all’altro, per rispettare la libertà dell’altro”. Lo ha affermato Papa Francesco commentando l’odierna solennità della Santissima Trinità, modello “di comunione profonda e di amore perfetto, origine e meta di tutto l’universo e di ogni creatura”. “Una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare - ha osservato il Pontefice - è riflesso della Trinità. Una famiglia in cui ci si ama e ci si aiuta gli uni gli altri è un riflesso della Trinità. Una parrocchia in cui ci si vuole bene e si condividono i beni spirituali e materiali è un riflesso della Trinità”.

“Nella Trinità - infatti - riconosciamo anche il modello della Chiesa, nella quale siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato. E’ l’amore il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. E’ l’amore il distintivo del cristiano, come ci ha detto Gesù: ‘Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri’”. “Lo Spirito Santo, dono di Gesù Risorto, ci comunica - ha spiegato il Pontefice - la vita divina e così ci fa entrare nel dinamismo della Trinità, che è un dinamismo di amore, di comunione, di servizio reciproco, di condivisione”. “La Vergine Maria, creatura perfetta della Trinità, ci aiuti - ha poi concluso Francesco - a fare di tutta la nostra vita, nei piccoli gesti e nelle scelte più importanti, un inno di lode a Dio Amore”.

PACE IN IRAQ - Papa Francesco auspica “per tutta la popolazione irachena la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza”. “Sto seguendo con viva preoccupazione - ha detto ai 100 mila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’Angelus - gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq”. “Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell’accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa”.

UN PENSIERO ALLE BADANTI - “Un pensiero speciale” è stato rivolto oggi da Papa Francesco all’Angelus “alle collaboratrici domestiche e badanti, che provengono da tante parti del mondo e svolgono un servizio prezioso nelle famiglie, specialmente a sostegno degli anziani e delle persone non autosufficienti”. “Tante volte - ha denunciato - noi non valorizzaiamo con giustizia il grande e bel lavoro che fanno loro nelle famiglie”.

ALLA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO - “Il mondo soffoca senza dialogo”. Lo ha affermato Papa Francesco parlando ai membri della Comunità di Sant’Egidio. Nel mondo di oggi, ha spiegato, “occorre più preghiera e piu’ dialogo”. “Questo - ha scandito - e’ necessario”. Ma per Francesco “il dialogo è possibile soltanto a partire dalla propria identita’”. “Io - ha ammonito il Papa - non posso fare finta di avere un’altra identita’ per dialogare”. “No - ha chiarito - non si puo’ dialogare cosi’. Io sono con questa identità, ma dialogo, perche’ sono persona, perché sono uomo, sono donna e l’uomo e la donna hanno questa possibilità di dialogare senza negoziare la propria identità”. “Il mondo - ha ripetuto infine - soffoca senza dialogo: per questo anche voi date il vostro contributo per promuovere l’amicizia tra le religioni”.

Il Papa si è poi rivolto alla Comunità: “In alcuni Paesi che soffrono per la guerra, voi cercate di tenere viva la speranza della pace”. “Lavorare per la pace - ha detto - non dà risultati rapidi, ma è un’opera da artigiani pazienti, che cercano quel che unisce e mettono da parte quel che divide, come diceva san Giovanni XXIII”. “Da qui, da Santa Maria in Trastevere - ha continuato - rivolgo il mio saluto a quanti partecipano alla vostra comunita’ in altri Paesi del mondo”. “Incoraggio anche loro - ha aggiunto Bergoglio - ad essere amici di Dio, dei poveri e della pace: chi vive cosi’ troverà benedizione nella vita e sara’ benedizione per gli altri”.

Tratto da QN

Il Papa: la Chiesa chiamata ad affrontare ”le nuove sfide della famiglia”

Il Papa: la Chiesa chiamata ad affrontare ”le nuove sfide della famiglia”
Preghiere per le ”nuove urgenze pastorali per la famiglia”. E’ quanto chiede papa Francesco nella lettera che oggi ha inviato alle famiglie di tutto il mondo in vista del Sinodo mondiale dei vescovi che il prossimo ottobre avrà come tema centrale la ”cura” e ”le attenzioni” per la famiglia che la Chiesa è chiamata ad affrontare nel mondo contemporaneo. Appuntamento che il tema del Sinodo sintetizza col titolo ”Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” e che la Santa Sede ha voluto preparare facendo svolgere un sondaggio tra le diocesi per sentire le opinioni dei cattolici su tematiche delicate come la difesa della famiglia tradizionale, la promozione del nucleo familiare basato sull’unione di un uomo e di una donna, ma anche sulle nuove forme di convivenza come le unioni di fatto, le unioni omosessuali, e l’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. Il sondaggio è già al vaglio delle autorità vaticane, ma alcune conferenze episcopali, come quelle tedesca, svizzera, belga hanno già pubblicato i risultati, dai quali emerge un quadro a dir poco rivoluzionario, specialmente in tema di coppie di fatto, unioni omosessuali e divorziati risposati. Da qui - è presumibile - l’appello del Papa nella lettera alle famiglie per chiedere il conforto della preghiera per le ”nuove sfide pastorali della famiglia” a cui la Chiesa sta per essere chiamata.

”La Chiesa - scrive Francesco - annuncia il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze pastorali che riguardano la famiglia’’. E il prossimo Sinodo è un ’’importante appuntamento’’ che ’’coinvolge tutto il Popolo di Dio’’ dai vescovi ai sacerdoti, ai consacrati, ai laici delle Chiese particolari del mondo intero, ’’che partecipano attivamente alla sua preparazione con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile della preghiera’’. ’’Il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie’’, continua il Papa, secondo il quale la preghiera delle famiglie per il Sinodo è ’’un tesoro prezioso che arricchirà la Chiesa’’. ’’Questa Assemblea sinodale - per papa Bergoglio - è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società, ai problemi del matrimonio, della vita familiare, dell’educazione dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito’’. Papa Francesco ricorda che l’Assemblea sinodale straordinaria sarà seguita un anno dopo da quella ordinaria, che porterà avanti lo stesso tema della famiglia. E, in tale contesto, nel settembre 2015 si terrà anche l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia. ’’Preghiamo dunque tutti insieme - continua - perché, attraverso questi eventi, la Chiesa compia un vero cammino di discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali con la luce e la forza che vengono dal Vangelo’’.

’’Nel vostro cammino familiare - aggiunge papa Francesco - voi condividete tanti momenti belli: i pasti, il riposo, il lavoro in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi e i pellegrinaggi, le azioni di solidarietà... Tuttavia, se manca l’amore manca la gioia, e l’amore autentico ce lo dona Gesù: ci offre la sua Parola, che illumina la nostra strada; ci dà il Pane di vita, che sostiene la fatica quotidiana del nostro cammino. Care famiglie, la vostra preghiera per il Sinodo dei Vescovi sarà un tesoro prezioso che arricchirà la Chiesa. Vi ringrazio, e vi chiedo di pregare anche per me, perché possa servire il Popolo di Dio nella verità e nella carità’’.

”Mai come in questi mesi la famiglia è nella mente e nel cuore della Chiesa”, e papa Francesco, con la sua Lettera alle ”Care famiglie” del mondo, ”vuole coinvolgerle nel cammino sinodale”, commenta l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, presentando la lettera del Pontefice. La preghiera, osserva monsignor Paglia, ”è il primo modo di partecipare a un cammino comune”. ”Le famiglie - è questo l’intento di Papa Francesco, secondo Paglia - non sono semplicemente l’oggetto di un’attenzione. Esse sono anche il soggetto di questo pellegrinaggio, visto che della Chiesa sono la parte preponderante, e segnate dal Sacramento del Matrimonio”. Per il capo dicastero vaticano della famiglia, il Papa ”guarda le famiglie con la gratitudine di chi scorge l’opera che Dio stesso compie attraverso l’amore dell’uomo e della donna, dei padri e delle madri, dei figli e delle figlie, dei fratelli e delle sorelle, dei nonni e dei nipoti”. Secondo Paglia, ”non si può dimenticare che l’irradiazione del primo cristianesimo è avvenuta attraverso la rete delle famiglie. E’ una grande lezione anche per questo nostro tempo che invoca una nuova stagione missionaria della predicazione evangelica”.

tratto da: http://www.repubblica.it/

”Ora vi spiego perché ci si deve confessare”

”Ora vi spiego perché ci si deve confessare”
”Eh padre, io mi vergogno”. Papa Francesco - all’Udienza Generale di oggi - rivela quale sia l’atteggiamento di molti dei fedeli che nel suo lungo ministero sacerdotale ha potuto confessare. ”Anche la vergogna - spiega ai circa 30 mila fedeli presenti in piazza San Pietro - è buona. E’ salutare avere un po’ di vergogna, perché vergognarsi è salutare”. In merito, nella sua catechesi Francesco ricorda: ”quando una persona non ha vergogna nel mio paese diciamo che è un sin vergenza, un senza vergogna, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili”.

”Vorrei domandarvi, - ha detto il Papa alla folla dell’udienza generale - ma non dirlo a voce alta, ognuno risponde nel suo cuore, ’quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato? Due giorni? Due settimane? Due anni? Venti anni? Quaranta anni? Ognuno faccia il conto - ha esortato papa Francesco -. Ognuno si dica, quando è stata l’ultima volta che mi sono confessato, e se è passato tanto tempo, non perdere un giorno”.

Nel confessionale ”Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore - ha detto il pontefice -. Sii coraggioso e avanti con la confessione” è stato l’invito dell’odierna catechesi. ”La riconciliazione - ha spiegato Francesco - è sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarire l’anima o il cuore, di qualcosa che ho fatto che non sta bene. Il sacerdote riceve con amore e tenerezza questa confessione, e in nome di Dio perdona”.

”Ricordiamo - ha continuato il Pontefice - la bella parabola del figlio che se ne andata da casa sua con l’eredità e ha sprecato tutti soldi, poi quando non aveva più niente si è deciso a tornare a casa come servo. Tanta colpa e tanta vergogna aveva nel suo cuore, ma, sorpresa, quando inizia a parlare il padre lo abbraccia e fa festa. Io vi dico: ogni volta che ci confessiamo, Dio ci abbraccia, e fa festa, andiamo avanti su questa strada”.

”Uno può dire: ’io mi confesso soltanto con Dio’. Sì, puoi dire: ’Dio perdonami’ e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa, e per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacerdote”, ha scandito Francesco, che ha poi ricordato: ”All’inizio la confessione si faceva pubblicamente, si è passati poi dalla forma pubblica a quella personale, risevata”.

”Spesso - ha quindi concluso il Papa - quando andiamo a confessarci abbiamo un peso nell’anima, un po’ di tristezza. Ma poi quando sentiamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’alma tanto bella che soltanto Gesù può dare”. ”Anche dal punto di vista umano - ha aggiunto il Santo Padre - per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa. Non bisogna avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”.

VERTICE CEI - Al termine dell’udienza generale Papa Francesco ha salutato e abbracciato il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Francesco e Bagnasco hanno scambiato alcune parole e poi si sono entrambi congedati con un grande sorriso. In precedenza nella residenza di Santa Marta papa Bergoglio aveva incontrato 19 detenuti delle carceri di Pisa e Pianosa. L’incontro, non programmato, si è protratto per oltre tre quarti d’ora, nel corso dei quali Francesco ha salutato e benedetto uno a uno i detenuti, dai presenti il momento e’ stato definito ”bellissimo” e ”commovente”.

APPELLO PRO UCRAINA - Durante la mattinata Papa Francesco ha anche rivolto il suo pensiero all’Ucraina insanguinata. ”Con l’animo preoccupato seguo quanto in questi giorni sta accadendo a Kiev. Assicuro la mia vicinanza al popolo ucraino e prego per le vittime delle violenze, per i loro familiari e per i feriti. Invito tutte le parti a cessare ogni azione violenta e a cercare la concordia e la pace del Paese”, ha chiesto il Pontefice.

Tratto da http://qn.quotidiano.net/

Papa Francesco contro l’usura: «Piaga sociale che ferisce la dignità»

Papa Francesco contro l’usura:  «Piaga sociale che ferisce la dignità»
«Quando una famiglia non ha da mangiare perché deve pagare il mutuo agli usurai, no, quello non è cristiano, non è umano». Lo ha detto il Papa in udienza generale, salutando la associazione antiusura, sollecitando l’«impegno delle istituzioni». Il pontefice ha anche definito l’usura come «una drammatica piaga sociale che ferisce la dignità inviolabile della persona umana».

Poi un passaggio dedicato al lavoro: «Il lavoro, che è sorgente di dignità, sia preoccupazione centrale di tutti. Che non manchi il lavoro!», ha detto salutando le famiglie degli operai della Shellbox di Castelfiorentino, con il Cardinale Giuseppe Betori.

Ma l’udienza di Papa Francesco è stata dedicata alla cresima. Il Papa ha spiegato la «confermazione» fa parte della cosiddetta «iniziazione cristiana» - battesimo, cresima e eucaristia - e che «in origine questi tre sacramenti si celebravano in unico momento al termine del cammino catecumenale, così veniva suggellato il percorso di formazione e di graduale inserimento, che poteva durare alcuni anni e faceva passo passo». Papa Bergoglio ha quindi raccomandato che tutti bimbi e ragazzi siano cresimati, per riceve «la forza dello Spirito», che abbiamo «una buona preparazione, per condurli verso la fede in Cristo e risvegliare in loro la fede». «Abbiate cura che i vostri ragazzi abbiano tutti i sacramenti, non solo il battesimo, anche la Cresima», ha detto. Diversamente, è il monito di Bergoglio, «restano a metà cammino».

«Il Signore ci aiuti - ha concluso - a vivere da veri cristiani, a camminare sempre con gioia secondo lo Spirito che ci è stato donato». Nel frattempo è cominciato a piovere, così ha concluso con una battuta: «In questi ultimi mercoledì - ha detto - ci benedicono dal cielo, ma siete coraggiosi, avanti».

Papa Francesco prega per il bimbo bruciato in Calabria: «Chi ha ucciso Cocò si penta»

Papa Francesco prega per il bimbo bruciato in Calabria: «Chi ha ucciso Cocò si penta»
La missione di Gesù parte dai villaggi della Galilea, «la sua missione non parte da Gerusalemme, cioè dal centro religioso, sociale e politico, ma da una zona periferica, disprezzata dai giudei più osservanti, a motivo della presenza in quella regione di diverse popolazioni; per questo il profeta Isaia la indica come ’Galilea delle gentì». Lo ricorda Papa Francesco, dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell’Angelus con i pellegrini e i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

La Galilea «è una terra di frontiera, una zona di transito dove si incontrano persone diverse per razza, cultura e religione. La Galilea diventa così il luogo simbolico per l’apertura del Vangelo a tutti i popoli. Da questo punto di vista, la Galilea assomiglia al mondo di oggi: compresenza di diverse culture, necessità di confronto e di incontro. Anche noi siamo immersi ogni giorno in una ’Galilea delle genti’, e in questo tipo di contesto possiamo spaventarci e cedere alla tentazione di costruire recinti per essere più sicuri, più protetti. Ma Gesù ci insegna che la Buona Novella non è riservata a una parte dell’umanità, è da comunicare a tutti. È un lieto annuncio destinato a quanti lo aspettano, ma anche a quanti forse non attendono più nulla e non hanno nemmeno la forza di cercare e di chiedere».

Il pontefice ricorda come Gesù abbia cominciato «la sua missione non solo da un luogo decentrato, ma anche da uomini che si direbbero ’di basso profilò. Per scegliere i suoi primi discepoli e futuri apostoli, non si rivolge alle scuole degli scribi e dei dottori della Legge, ma alle persone umili e semplici, che si preparano con impegno alla venuta del Regno di Dio. Gesù va a chiamarli là dove lavorano, sulla riva del lago: sono pescatori. Li chiama, ed essi lo seguono, subito. Lasciano le reti e vanno con Lui: la loro vita diventerà un’avventura straordinaria e affascinante. Cari amici e amiche, il Signore chiama anche oggi! Passa per le strade della nostra vita quotidiana; ci chiama ad andare con Lui, a lavorare con Lui per il Regno di Dio, nelle ’Galileè dei nostri tempi. Il Signore non delude mai. Lasciamoci raggiungere dal suo sguardo, dalla sua voce, e seguiamolo! ’Perchè la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua lucè».

Il messaggio all’Ucraina. «Sono vicino con la preghiera all’Ucraina, in particolare a quanti hanno perso la vita in questi giorni e alle loro famiglie. Auspico che si sviluppi un dialogo costruttivo tra le istituzioni e la società civile e, evitando ogni ricorso ad azioni violente, prevalgano nel cuore di ciascuno lo spirito di pace e la ricerca del bene comune».

Una preghiera per il piccolo Cocò. Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, ricorda Cocò Campolongo, il piccolo di tre anni ucciso e bruciato domenica mattina a Cassano Ionio, nel Cosentino, insieme al nonno e a una donna di ventisette anni. «Oggi in questa piazza ci sono tanti bambini - dice il pontefice tra gli applausi della folla - e io voglio ricordare Cocò Campolongo, a tre anni bruciato in macchina e ucciso». «Questo accadimento su un bimbo così piccolo sembra non avere precedenti nella storia della criminalità. Cocò è di sicuro con Gesù in cielo. Per queste persone» che si sono macchiate di questo terribile crimine, il Papa auspica «che si pentiscano - afferma commettendo un errore grammaticale - e si convertano».

Il Papa libera le colombe con i ragazzi dell’Azione cattolica. «Oggi non sono solo, ma in compagnia di questi due che sono venuti a trovarmi. Sono proprio bravi questi due». Con la consueta allegria Papa Francesco, al termine dell’Angelus, accoglie alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano un bambino e una bambina appartenenti a due diverse parrocchie romane, invitati nell’appartamento pontificio. I piccoli leggono un messaggio a nome dell’ACR di Roma e, aiutati dal Papa che detta i ’tempi’, liberano dalla finestra due colombe, simbolo di pace. I ragazzi dell’Azione Cattolica hanno concluso con la ’Carovana della Pace’ il mese di gennaio da loro tradizionalmente dedicato al tema della pace.

Si sono commossi i genitori del piccolo Cocò Campolongo dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco. A raccontare la commozione dei genitori è stato il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. I genitori del bimbo, Antonia Iannicelli e Nicola Campolongo, si trovano detenuti nel carcere di Castrovillari. La sorella di Antonia Iannicelli, Simona, è stata invece trasferita nei giorni scorsi in una casa protetta con le due sorelle ed i cugini di Cocò. «Siamo grati al Santo Padre - ha detto Simona Iannicelli - per quello che ha detto e per le preghiere per il nostro piccolo angelo Cocò». Corbelli, dopo le parole del Papa, ha contattato telefonicamente Simona Iannicelli. «Le toccanti parole di Papa Francesco - ha detto - hanno emozionato e commosso i giovanissimi genitori e gli zii, Simona e Giuseppe Iannicelli e Roberto Pavone, del piccolo Cocò». Domani Corbelli si recherà in carcere a Castrovillari dove incontrerà i genitori del bambino ucciso. «La mamma e il papà del piccolo Cocò - ha concluso Corbelli - ringrazieranno il Santo Padre con una lettera che recapiterò io stesso in Vaticano».

Papa Francesco: «Internet dono di Dio se offre incontro e solidarietà»

Papa Francesco: «Internet dono di Dio se offre incontro e solidarietà»
Internet «è un dono di Dio» perché «può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti». Anche Papa Francesco, come già aveva fatto il suo predecessore Benedetto XVI esattamente cinque anni fa, loda i nuovi media nella Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che si celebra domenica primo giugno.

Il pontefice, però, nel suo messaggio sottolinea anche che «la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta» e «il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso».

Il messaggio di Papa Francesco si sofferma anche su altri «aspetti problematici»: «La varietà delle opinioni espresse - prosegue - può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici».

«L’ambiente comunicativo - aggiunge Bergoglio - può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci. Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso».

Altrimenti, secondo Bergoglio, «comunicare bene ci aiuta a essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, a essere più uniti. In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa». I muri che «ci dividono - continua il Papa - possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e a imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare Internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio».

Papa Francesco incontra poveri e rifugiati: «Grazie a chi combatte i mercanti di schiavi»

Papa Francesco incontra poveri e rifugiati: «Grazie a chi combatte i mercanti di schiavi»
ROMA - Li aveva già incontrati al Centro Astalli, l’11 settembre, e ad Assisi, per le celebrazioni per San Francesco, il 4 ottobre scorso. Il 19 gennaio, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante del Rifugiato, papa Bergoglio ritrova i poveri della Capitale e con loro gli immigrati e i rifugiati che vivono a Roma. Alle 16 è giunto alla parrocchia romana Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, in via Marsala, accolto dagli applausi della folla, e ricevuto dal vicario di Roma, cardinal Agostino Vallini, e dal parroco don Valerio Baresi. La parrocchia, voluta da San Giovanni Bosco e affidata ai Salesiani, è molto attiva nell’assistenza ai poveri, ai senza dimora che gravitano intorno alla Stazione Termini e ai rifugiati.

«MERCANTI DI CARNE UMANA»- «Vorrei ringraziare coloro che lavorano con i migranti per accoglierli e accompagnarli nei loro momenti difficili per difenderli da quelli che si definiscono “mercanti di carne umana”» aveva detto papa Bergoglio alle 12 durante l’Angelus in San Pietro. E nel pomeriggio ha incontrato i migranti.

AL SACRO CUORE - Ad accogliere Papa Francesco alla Basilica salesiana del Sacro Cuore uno striscione in romanesco: «Bella Fra». Dopo il saluto del parroco, papa Bergoglio si è recato in una stanza con una sessantina di senza fissa dimora e poi in una seconda stanza per incontrare un centinaio di giovani rifugiati che collaborano all’interno del Sacro Cuore, alcuni di loro diventati volontari. Infine il saluto ai bambini battezzati nell’anno con i loro genitori, gli sposi novelli e le giovani famiglie. Infine la confessione di cinque persone e la celebrazione dell’eucarestia. Il papa ha salutato i malati e le comunità religiose che vivono nella casa e poi ha incontrato i circa 200 giovani che frequentano il Sacro Cuore. Il Tempio Universale del Sacro Cuore di Gesù è noto per essere una parrocchia particolarmente avente a che fare con realtà di «periferia esistenziale».

400 IN FUGA DA 16 PAESI - La casa di via Marsala 42 ospita circa 400 rifugiati e richiedenti asilo, cristiani e non, provenienti da Somalia, Eritrea, Gambia, Camerun, Afganistan, Iraq, Iran, Kurdistan, Congo, Costa D’Avorio, Egitto, Siria, Sudan, Pakistan, Turchia e Ghana. Tra i senza dimora, ci sono molti italiani. Alcuni di loro sono diventati a loro volta volontari e svolgono servizi di sostegno e attenzione nella Stazione Termini verso altri poveri insieme ai giovani volontari.

PREGHIERA PER CHI SOFFRE - Durante l’Angelus, il Santo Padre aveva voluto ringraziare in particolar modo la Congregazione dei Missionari di San Carlo, «che si fanno migranti con i migranti». E aveva esortato i fedeli a pensare «a tanti migranti, tanti rifugiati... alle loro sofferenze, alla loro vita tante volte senza lavoro, senza documenti... tanto dolore». Quindi aveva chiamato la folla in Vaticano a recitare «una preghiera per i migranti e rifugiati che vivono situazioni più gravi e più difficili».

Ior, Papa Francesco rinnova i cardinali della commissione di vigilanza

Ior, Papa Francesco rinnova i cardinali della commissione di vigilanza
Cambia volto la commissione di vigilanza sullo Ior. Papa Francesco ha nominato i nuovi cardinali che andranno a comporre l’organismo per i prossimi cinque anni. La scelta del Pontefice è ricaduta su Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, Thomas Collins, arcivescovo di Toronto, Jean-Louis Tauran (l’unico confermato, arcivews), Santos Abril y Castellò, arciprete di Santa Maria Maggiore, e sul segretario di Stato Pietro Parolin.

Escono così di scena Odilo Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, Telesphore Toppom, arcivescovo di Ranchi in India, e gli italiani Domenico Calcagno e Tarcisio Bertone. Quest’ultimo, in particolare, protagonista di una serie di tensioni con l’attuale Pontefice, decadrà da presidente della commissione dopo avere già perso l’incarico di segretario di Stato. Il suo posto potrebbe essere preso dallo spagnolo Santos y Abril Castellò, arciprete di Santa Maria Maggiore e cardinale diacono di San Ponziano. Ma padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, a proposito del fatto che nella nota della sala stampa vaticana non viene riportato quale cardinale avrà la presidenza della Commissione sullo Ior, ha riferito che “il presidente potrebbe essere nominato dalla stessa Commissione, nelle prossime riunioni”.

Papa Francesco e il battesimo speciale di Giulia

Papa Francesco e il battesimo speciale di Giulia
Giulia Scardia, la neonata di Castiglione della Pescaia figlia di una coppia non sposata in chiesa, ha ricevuto domenica mattina il battesimo da papa Francesco. Un momento storico: è la prima volta che un papa amministra il sacramento a un bambino i cui genitori non sono uniti da rito sacro.

La cerimonia, intensa, ha visto il Pontefice impartire il sacramento a 32 bambini, di cui 18 bimbe e 14 bimbi. I neonati sono stati battezzati da Bergoglio nel giorno in cui la Chiesa è solita celebrare la Solennità del Battesimo del Signore. Capita una volta all’anno. La giornata è particolarmente solenne anche perché si tratta anche del primo battesimo impartito da papa Francesco. Tra i celebranti, a battezzare la piccola Giulia c’era il segretario di Stato, arcivescovo Pietro Parolin.

Molto commossi i genitori della piccola, una coppia di coniugi originari di Lecce ma residenti a Castiglione della Pescaia, che attendevano questo momento con grande ansia. Ivan Scardia e Nicoletta Franco sono due militari e hanno anche un’altra figlia, Giorgia, di 5 anni: Scardia è un graduato del terzo Reggimento Savoia Cavalleria, la donna è un carabiniere in servizio a Grosseto. Entrambi sono originari di Lecce, ma si sono conosciuti a Grosseto. I mesi scorsi hanno accolto con particolare felicità la disponibilità del Pontefice a battezzare la propria figlia. La famiglia è giunta a Roma sabato e in mattinata verso le 8 è stata accompagnata in Cappella Sistina da due amici intimi, in veste di padrino e madrina di Giulia.

Il rito battesimale è iniziato poco prima delle 10. Papa Bergoglio ha pronunciato a braccio la sua omelia, nella Cappella Sistina, con parole importanti e dense di significato rivolte alle famiglie, esortate a un proseguire il loro cammino di fede insieme propri figli. «Voi genitori - ha detto il Papa - avete il bambino o la bambina da battezzare, ma dopo alcuni anni saranno loro che avranno un bambino da battezzare o un nipotino… È così la catena della fede. Cosa vuol dire? Io vorrei soltanto dirvi questo: voi siete coloro che trasmettono la fede; voi avete il dovere di trasmettere la fede a questi bambini. È la più bella eredità che voi lascerete loro: la fede! Soltanto questo. Oggi portate a casa questo pensiero. Noi dobbiamo essere coloro che trasmettono di fede. E pensate a questo. Pensate sempre come trasmettere la fede ai bambini. Oggi - prosegue Bergoglio - canta il coro, ma il coro più bello è questo dei bambini, che fanno rumore… Alcuni piangeranno, perché non sono comodi o perché hanno fame: se hanno fame, mamme date loro da mangiare! Tranquille, eh! Perché loro sono qui il principale. E adesso con questa consapevolezza di essere coloro che trasmettono la fede continuiamo la cerimonia del Battesimo».

Di fronte alla famiglia Scardia e a tutte le altre 31 famiglie, il Pontefice ha pregato per loro come piccola ”chiesa domestica”, spronando per tutto il tempo i genitori affinché esortino i figli alla fede. Poi ha avuto un pensiero per tutti i bambini che soffrono maltrattamenti, fame o malattie, «perché ci siano sempre uomini e donne in grado di chinarsi su di loro con carità instancabile e speranza tenace».
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